Notizie di Categoria: I lettori segnalano

  • Parapetti deteriorati e staccionata fatiscente: il caso di via Zanibelli

    Parapetti deteriorati e staccionata fatiscente: il caso di via Zanibelli

    Parapetti deteriorati, staccionate fatiscenti e un sentiero che, nonostante l’incuria, continua a essere frequentato. È la situazione segnalata dai residenti di via Zanibelli, la strada situata al di sotto della caserma dei Carabinieri.
    Da tempo gli abitanti chiedono interventi per mettere in sicurezza i parapetti che costeggiano la strada, ormai segnati dal degrado e dall’assenza di manutenzione.
    La preoccupazione riguarda soprattutto la sicurezza, in un tratto dove sorgono diverse abitazioni e transitano quotidianamente residenti e passanti.
    Ma le criticità non finiscono qui e riguardano anche il vicino sentiero che conduce verso le cosiddette Grotte.
    Il percorso presenta una staccionata in condizioni precarie, con diversi tratti ormai fortemente deteriorati.
    Una situazione che appare ancora più evidente considerando che, durante l’estate, il sentiero è stato percorso da numerosi visitatori.
    Per gli abitanti, quella zona avrebbe invece tutte le caratteristiche per essere valorizzata e trasformata in un itinerario di interesse turistico.
    Oggi, però, a fare da biglietto da visita sono soprattutto strutture danneggiate e scarsa manutenzione.
    La richiesta è quindi quella di intervenire sui parapetti e recuperare il percorso, restituendo sicurezza e decoro all’intera area.
    Una questione che, secondo i residenti, va oltre il semplice aspetto estetico e riguarda anche la possibilità di valorizzare una parte del territorio.
    L’appello è dunque a passare dalle segnalazioni agli interventi concreti, soprattutto in una zona che continua a essere frequentata.
    L’obiettivo è riportare via Zanibelli e il sentiero delle Grotte a condizioni adeguate, trasformando un’area oggi trascurata in una risorsa per Atri.

  • Scerne, la pensilina invasa dalla vegetazione: “Chi deve occuparsi della manutenzione?”

    Scerne, la pensilina invasa dalla vegetazione: “Chi deve occuparsi della manutenzione?”

    Una pensilina, di quelle che solitamente troviamo alle fermate degli autobus, sta facendo discutere a Scerne di Pineto. La struttura, infatti, appare sempre più invasa dalla vegetazione, tanto da trasformarsi in una presenza tutt’altro che ordinata nel cuore della frazione. La situazione sarebbe stata segnalata già nello scorso mese di marzo, in occasione dell’incontro “Un caffè con il sindaco”, organizzato dal bar Modè. A distanza di mesi, però, poco o nulla sembra essere cambiato e la vegetazione presente sulla copertura della pensilina è ulteriormente cresciuta.

    A complicare il quadro c’è anche la vegetazione proveniente dalla proprietà confinante, che si estende sulla struttura. Una situazione che solleva inevitabilmente una questione: se parte delle piante proviene da un’area privata, a chi spetta intervenire per provvedere alla loro rimozione? Ma c’è un’altra domanda, forse ancora più importante: a chi appartiene la pensilina e chi deve occuparsi della sua manutenzione? La TUA Abruzzo, interpellata sulla questione, ha fatto sapere che le pensiline sono state realizzate dagli enti locali e che la relativa manutenzione spetterebbe a Comuni e Province. A conferma di questa impostazione, nel 2018 l’ente aveva inserito proprio queste strutture tra gli interventi di sistemazione dell’arredo urbano.

    A questo punto le domande sorgono spontanee: a chi appartiene la pensilina? Chi deve provvedere alla manutenzione? Quando è stato effettuato l’ultimo controllo? Non è soltanto una questione estetica. Si tratta di uno spazio destinato al servizio pubblico, utilizzato quotidianamente da studenti, giovani, anziani e pendolari che usufruiscono del trasporto pubblico per i loro spostamenti. Una manutenzione adeguata della struttura, quindi, non sarebbe soltanto un intervento di decoro urbano, ma un segnale di attenzione verso chi ogni giorno utilizza il servizio di trasporto pubblico. A Scerne, insomma, si attende che qualcuno faccia finalmente chiarezza e intervenga.

  • Mutignano nel degrado, la protesta dei residenti: «Basta abbandono, servono interventi subito»

    Mutignano nel degrado, la protesta dei residenti: «Basta abbandono, servono interventi subito»

    MUTIGNANO – Pavimentazione a pezzi, verde incolto e arredo urbano trascurato. È un grido d’allarme forte e chiaro quello che arriva dai cittadini del borgo, stanchi di vedere un centro storico ricco di fascino e valore artistico lasciato al proprio destino.

    «Non possiamo essere messi in fondo alla lista delle cose da fare – denunciano i residenti –. Serve un serio restyling e una tutela quotidiana, non solo qualche evento ogni tanto».

    Sanpietrini trappola e riparazioni di fortuna

    A preoccupare di più è lo stato delle strade. La pavimentazione in sanpietrini, priva di manutenzione costante, si presenta piena di buche, avvallamenti e scoscesa. In diversi punti, le radici degli alberi hanno sollevato il selciato e si è ricorsi a pezze provvisorie con materiali del tutto differenti.

    «La via principale dovrebbe essere il nostro biglietto da visita – attaccano dai vicoli – e invece è diventata un percorso ad ostacoli che mette a rischio anziani, persone con disabilità e genitori con i passeggini».

    Arredo urbano e degrado del verde

    Il malcontento riguarda l’intero patrimonio pubblico. Tra le criticità segnalate spiccano le basi dei lampioni deteriorate, le fontanelle sporche e prive d’acqua e le ringhiere arrugginite.

    A questo si aggiunge la totale mancanza di cura del verde: nei pressi del Circolo Bocciofilo Mutignanese, l’erba alta, i rami secchi e gli accumuli di sfalci vegetali regnano incontrastati. «Non possiamo aspettare che accada un incidente prima di intervenire – continuano i cittadini –. La manutenzione ordinaria è un dovere dell’Amministrazione».

    La richiesta: «Subito un sopralluogo»

    I mutignanesi chiedono ora risposte concrete ed immediate: la presenza sul posto dei tecnici comunali per un sopralluogo e la stesura di un cronoprogramma chiaro per la messa in sicurezza e la valorizzazione del borgo.

  • Pineto, marciapiedi al limite e strade da sistemare: cresce la protesta nel pieno dell’estate

    Pineto, marciapiedi al limite e strade da sistemare: cresce la protesta nel pieno dell’estate

    Sono al limite della praticabilità alcuni marciapiedi di Pineto, che si segnalano anche per le condizioni di sporcizia. Sono rotti, in alcuni tratti pericolosi, anche per la presenza di balconi pericolanti. A tutto ciò si aggiunge la presenza di auto parcheggiate negli stalli blu. Una situazione non proprio edificante, che mette in evidenza come ci sia ancora molto da fare per restituire alla cittadina una veste più decorosa. Tempo addietro, il problema delle strade e dei marciapiedi aveva cominciato a prendere una direzione positiva e in molti credevano che tale criticità sarebbe stata tra le prime a essere affrontate e risolte. Ora, invece, il problema si ripresenta. E non riguarda soltanto l’asfalto: a rendere la situazione ancora più complicata sono anche le radici degli alberi che, in diversi punti, hanno sollevato la pavimentazione, creando situazioni di pericolo soprattutto per le persone anziane e per chi è costretto a muoversi in carrozzina. Va sottolineato che una cittadina a vocazione turistica non potrebbe permettersi simili disattenzioni. Per altro si tratta di zone normalmente molto frequentate, motivo per cui controlli e, se necessario, provvedimenti avrebbero dovuto essere adottati da tempo.

    Invece, ci troviamo nella settimana di Ferragosto e le critiche nei confronti del Comune sono diverse.   Alcuni residente dicono che: “Un serio piano per il rifacimento degli asfalti sarebbe dovuto partire molto prima e avrebbe dovuto interessare l’intero territorio pinetese. Certamente molte strade interne sono state oggetto di interventi, ma purtroppo non tutte”. E i turisti, determinate situazioni, oltre a vederle, le segnalano.

  • Atri, tanta storia ma poca manutenzione: il paradosso della città d’arte

    Atri, tanta storia ma poca manutenzione: il paradosso della città d’arte

    Che Atri sia un Museo a cielo aperto non ci sono dubbi, è sotto gli occhi di tutti. Ma proprio perché stiamo parlando di una città d’arte, avrebbe bisogno di maggiore cura e attenzione da parte di chi amministra la cosa pubblica. E non soltanto di riempirsi la bocca con i numeri dei visitatori ai concerti.

    Perché i turisti, oltre ad arrivare, guardano. E qualche volta fotografano. E sarebbe un peccato se, insieme alla Cattedrale, ai palazzi storici e agli scorci mozzafiato, finissero nell’obiettivo anche i segni di una manutenzione che sembra essersi presa una lunga vacanza.

    Basta fare un giro nel centro storico per rendersene conto. I portoni di Palazzo Ducale, sede di importanti spazi espositivi e degli uffici comunali, non sembrano esattamente il miglior biglietto da visita per una città che punta sulla propria identità storico-artistica. Se i portoni potessero parlare, probabilmente chiederebbero semplicemente una mano di attenzione. O, più realisticamente, una mano di vernice.

    Poi c’è la fontana archeologica della Canale, altro pezzo della storia cittadina. Un luogo che meriterebbe di essere valorizzato e presentato con la cura riservata a un bene storico. E invece, come mostrano le fotografie, le condizioni in cui versa lasciano più di qualche interrogativo.

    A proposito: per chi si avvicina alla fontana rimane anche un piccolo mistero da risolvere. L’acqua è potabile oppure no? Un cartello che lo chiarisca non sembra esserci. E così il visitatore, oltre a conoscere la storia di Atri, può cimentarsi anche in un curioso quiz: “Bevo o non bevo?”. Naturalmente, meglio non affidarsi alla sorte.

    E che dire dei resti del Teatro Romano? Anche qui la situazione appare tutt’altro che impeccabile, con una pulizia che sembra essersi fermata a metà strada. Una sorta di manutenzione “part-time”: una parte viene sistemata, l’altra aspetta fiduciosa il proprio turno.

    Poi ci sono loro, gli immancabili cartelli posticci disseminati qua e là nel centro storico. Un campionario di soluzioni che sembrano messe insieme più per necessità che per una precisa idea di decoro urbano. In una città d’arte, anche la segnaletica dovrebbe contribuire alla bellezza del luogo, non trasformarsi in un ulteriore elemento di disordine.

    Eppure Atri avrebbe tutto per essere una delle grandi vetrine culturali e turistiche d’Abruzzo. Ha monumenti, storia, tradizioni e un patrimonio architettonico che non ha bisogno di grandi invenzioni. Ha bisogno, piuttosto, di essere curato.

    Perché un museo a cielo aperto non può funzionare soltanto quando arrivano i grandi eventi, quando si accendono le luci dei concerti o quando si contano i visitatori. Il patrimonio culturale vive ogni giorno, anche quando non ci sono palchi, manifestazioni e comunicati stampa.

    Il punto, quindi, non è mettere in discussione il valore degli eventi o dei numeri turistici. Il punto è chiedersi cosa vede il visitatore quando, terminato il concerto, decide di fare una passeggiata nel centro storico.

    Se trova Palazzo Ducale, la fontana della Canale, il Teatro Romano e altri monumenti in condizioni non adeguate, il rischio è che il ricordo di Atri non sia soltanto quello della sua bellezza, ma anche quello delle occasioni perdute.

    Insomma, i musei a cielo aperto hanno bisogno di cure. E Atri, più di tante altre città, meriterebbe una manutenzione all’altezza della sua storia.

    Perché vantarsi di essere una città d’arte è facile. Trattarla davvero come una città d’arte, invece, richiede un po’ più di lavoro.

  • Atri, la scalinata dimenticata: il biglietto da visita che una città d’arte non può permettersi

    Atri, la scalinata dimenticata: il biglietto da visita che una città d’arte non può permettersi

    ATRI – C’è un angolo di Atri che racconta una storia ben diversa da quella dei suoi monumenti, dei suoi palazzi storici e del suo straordinario patrimonio artistico. È la scalinata che collega il centro storico alla circonvallazione, un passaggio quotidiano per residenti e visitatori che oggi – come ci segnala un nostro lettore insieme alle foto – “versa in condizioni ben lontane dall’immagine che una città d’arte dovrebbe offrire”.

    Degrado e una manutenzione che appare insufficiente trasformano un percorso pedonale molto utile in un luogo trascurato. A rendere il quadro ancora più desolante è il forte odore di urina che si avverte lungo la scalinata, tanto intenso da far pensare che l’area venga utilizzata, con preoccupante frequenza, come un vero e proprio orinatoio pubblico.

    E tutto questo in piena stagione turistica, quando Atri accoglie centinaia di visitatori attratti dalla sua storia, dai suoi eventi e dalle sue bellezze architettoniche. Il decoro urbano non è un dettaglio secondario, ma uno degli elementi che contribuiscono a costruire l’immagine di una città.

    Non servono opere faraoniche per restituire dignità a questo collegamento tra il centro storico e la circonvallazione. Sarebbero sufficienti interventi di manutenzione ordinaria, una pulizia accurata e, se necessario, maggiori controlli per contrastare comportamenti incivili che finiscono per penalizzare l’intera comunità.

    Atri merita di essere valorizzata in ogni suo angolo. Perché una città d’arte non si misura soltanto dalla bellezza dei suoi monumenti, ma anche dalla cura degli spazi pubblici e dall’attenzione riservata ai luoghi che residenti e turisti percorrono ogni giorno. E quella scalinata, oggi, è un biglietto da visita che la città non può permettersi.