Notizie di Categoria: Il Personaggio

  • “La trama che cura”, il nuovo libro dello psichiatra rosetano Genovino Ferri

    “La trama che cura”, il nuovo libro dello psichiatra rosetano Genovino Ferri

    Si intitola La trama che cura. Una mappa terapeutica della contemporaneità il nuovo libro dello psichiatra e analista reichiano contemporaneo Genovino Ferri, professionista originario di Roseto, dove è nato e vive ancora oggi, e da anni impegnato nella ricerca e nella formazione nell’ambito della psicoterapia corporea.

    Il volume, pubblicato da Alpes Italia nella collana CorporalMente, sarà disponibile dal 18 settembre 2026. Si tratta di un lavoro di 220 pagine nel quale Ferri raccoglie e rielabora riflessioni e contributi sviluppati nel corso degli anni, ricomponendoli in un percorso dedicato a una domanda quanto mai attuale: che cosa cura davvero, oggi?

    La risposta proposta dall’autore parte da un’idea semplice ma centrale: la cura nasce dall’incontro tra corpo e relazione, in un processo capace di rimettere in movimento la persona. Da qui il titolo del libro e la metafora della “trama”, intesa come l’intreccio di corpo, esperienza affettiva, storia individuale, relazioni e ambiente sociale.

    Il punto di partenza è la psicoterapia reichiana, che Ferri propone in una prospettiva contemporanea, confrontandola con la complessità dei sistemi viventi e con le conoscenze più recenti sui processi di regolazione, apprendimento e memoria.

    Non è però un libro rivolto esclusivamente agli specialisti. Pur mantenendo un solido impianto clinico e teorico, La trama che cura affronta infatti questioni che riguardano da vicino la società contemporanea: l’aumento dell’ansia e della frammentazione, la difficoltà nelle relazioni, le separazioni, la ricerca di riferimenti e il rapporto tra individuo e cambiamenti sociali.

    Tra i temi affrontati ci sono anche la trasformazione della figura paterna, la perdita della funzione del “terzo” nella relazione, il significato del limite e, in uno dei passaggi più legati all’attualità, il confronto con l’intelligenza artificiale nel setting psicoterapeutico.

    Il libro si articola in cinque parti. La prima è dedicata ai fondamenti teorici dell’Analisi Reichiana Contemporanea e al rapporto tra energia e sistemi viventi complessi. La seconda entra più direttamente nella pratica clinica, individuando tre principi attivi: Relazione, Attivazioni Corporee Specifiche e Psicofarmacoterapia, considerati come elementi integrati di un processo di coregolazione.

    Spazio anche alla psicoterapia online e alla supervisione, mentre le sezioni successive si concentrano sulle prime fasi dello sviluppo del Sé, sulle radici corporee della paura e sulle manifestazioni cliniche di ansia, angoscia, panico e fobie.

    L’ultima parte porta invece la riflessione fuori dalla stanza della terapia, verso le trasformazioni della società contemporanea. A collegare i diversi capitoli è il concetto di neghentropia, utilizzato da Ferri per indicare la capacità dei sistemi viventi di generare organizzazione e differenziazione a partire dalla complessità.

    La sofferenza, in questa prospettiva, può emergere quando questo processo si blocca o si irrigidisce; la psicoterapia può allora diventare uno spazio nel quale ritrovare nuove possibilità di organizzazione e di cambiamento.

    Un percorso professionale tra Abruzzo e attività internazionale

    Genovino Ferri è psichiatra e analista reichiano contemporaneo. Si è formato con Federico Navarro, allievo di Ola Raknes, a sua volta allievo di Wilhelm Reich. È direttore della Scuola Italiana di Analisi Reichiana (S.I.A.R.) di Roma e presidente dell’International Association of Contemporary Reichian Psychotherapy (In.A.Co.R.P.).

    Nel corso della sua carriera ha diretto l’Unità Operativa Complessa di Psichiatria dell’Ospedale di Atri e il Servizio di Psicoterapia della Provincia di Teramo. È inoltre presidente di “Studio Analysis”, realtà psicoterapeutica con sede ad Atri, e direttore editoriale della collana CorporalMente di Alpes Italia.

    La sua attività di formazione e supervisione lo ha portato negli anni anche fuori dall’Italia, in diversi Paesi europei e sudamericani. È autore di numerosi contributi nell’ambito della psicoterapia corporea e ha pubblicato, tra gli altri, Carattere e Psicopatologia, scritto con G. Cimini, Il corpo sa e Il tempo nel corpo.

    Con La trama che cura, Ferri torna dunque su alcuni dei temi che hanno caratterizzato il suo percorso di ricerca, cercando però di leggerli alla luce delle trasformazioni del presente. La sfida, come suggerisce il titolo, è quella di tenere insieme fili diversi: corpo e mente, individuo e relazione, esperienza personale e contesto sociale.

    Un tentativo di proporre una psicoterapia capace di misurarsi con la complessità del nostro tempo senza perdere di vista la persona e la sua dimensione corporea e relazionale. Il volume è già presentato dall’editore come una “mappa terapeutica della contemporaneità” e sarà disponibile nelle librerie a partire dal 18 settembre 2026.

  • Zaira Di Lorenzo, regina d’Italia del Minienduro: trionfo a punteggio pieno

    Zaira Di Lorenzo, regina d’Italia del Minienduro: trionfo a punteggio pieno

    Una cavalcata trionfale, senza sbavature e con il ritmo delle grandi campionesse. Zaira Di Lorenzo, giovanissima centaura di Silvi portacolori del Quartapiena Motoclub, ha scritto una pagina importante nella sua ancora giovane carriera, conquistando ad Arsié, in provincia di Belluno, il titolo italiano del campionato femminile Minienduro 85 cc.

    Un successo arrivato a punteggio pieno e con una gara d’anticipo, al termine di una stagione semplicemente perfetta. Zaira ha infatti dominato tutte le quattro prove precedenti disputate a Oliveto Citra, nel Salernitano, e a Capo di Ponte, nel Bresciano, confermandosi gara dopo gara al vertice della classifica.

    In sella alla sua KTM, la giovane pilota silvarola ha saputo imporsi sulla concorrenza, precedendo le agguerrite Asia Basville, anch’essa teramana, e Carolina Ravedone. Una dimostrazione di talento, determinazione e continuità che ha permesso a Zaira di festeggiare con largo anticipo il titolo tricolore.

    Ma la festa del Quartapiena Motoclub è doppia. Grazie ai risultati della sua giovane portacolori, il team ha infatti conquistato anche il prestigioso titolo di squadra campione d’Italia 2026.

    Un risultato che premia il lavoro di tutto il gruppo e che riempie d’orgoglio il presidente Teddy Di Lorenzo e il direttore tecnico Matteo Tontodimamma, protagonisti di una stagione vissuta al fianco della giovane campionessa, sostenendola e accompagnandola in ogni appuntamento del campionato.

    Per Zaira, quello conquistato ad Arsié rappresenta molto più di un semplice titolo: è la conferma di essere ormai una delle giovani realtà più interessanti dell’enduro femminile italiano, una promessa che sta rapidamente trasformando il talento in risultati concreti.

    A celebrare l’impresa è stato anche il sindaco di Silvi, Andrea Scordella, che ha sottolineato il valore della vittoria per l’intera comunità. “La vittoria della giovane Zaira Di Lorenzo nel campionato italiano enduro femminile 85 cc. è motivo di orgoglio per la nostra città”, ha dichiarato il primo cittadino, ricordando anche la candidatura ufficiale di Silvi a Città Europea dello Sport 2028, grazie al riconoscimento notificato da ACES Europe.

  • Dalle giovanili della Roma alla Serie A: la favola del giovane Matteo Cichella riempie d’orgoglio Silvi

    Dalle giovanili della Roma alla Serie A: la favola del giovane Matteo Cichella riempie d’orgoglio Silvi

    La Serie A di calcio parla sempre più abruzzese, anzi silvarola. La storia del giovane talento Matteo Cichella — romano di nascita, ma con radici profondamente legate a Silvi — è di quelle capaci di riempire d’orgoglio non solo una famiglia, ma un’intera comunità e regione. Tra i protagonisti della cavalcata che ha portato il Frosinone nella massima serie, il classe 2005 si trova oggi ad incrociare i tacchetti con i grandi campioni del calcio italiano.

    Quella di Matteo è una passione ereditaria, coltivata all’interno di una famiglia che ha il pallone nel DNA. Ispirato dallo zio Luca — ex calciatore stimato sul campo e fuori — Matteo porta avanti la tradizione sportiva iniziata dai prozii Francesco ed Ernesto e dal nonno, l’architetto Flavio Cichella, anch’egli con un passato sul rettangolo verde.

    Dopo il percorso nelle giovanili della Roma, il centrocampista è approdato al Frosinone, conquistando subito l’ambiente per qualità, dedizione e maturità tattica. “È sempre stato un predestinato”, racconta Antonio Cichella, che lo ha visto muovere i primi passi. “Fin da adolescente veniva nel mio bar tenendo il pallone stretto sotto il braccio. Passava le ore a palleggiare nel vicolo accanto alla casa dei nonni”.

    Per Silvi e per l’Abruzzo intero, la scalata di Matteo rappresenta un motivo di grandissima soddisfazione: la dimostrazione che con sacrificio, tenacia e vero amore per lo sport si possono raggiungere i traguardi più ambiziosi.

  • Joyce De Sanctis, il sogno corre in Formula 1: «La mia forza? La mia famiglia»

    Joyce De Sanctis, il sogno corre in Formula 1: «La mia forza? La mia famiglia»

    C’è un motore che spinge Joyce De Sanctis verso il suo sogno di entrare nel mondo della Formula 1. Non è quello di una monoposto, ma quello della sua famiglia. È lì che nasce la determinazione della diciassettenne, sempre più conosciuta con il progetto Joyce Trackside, che passo dopo passo si sta ritagliando uno spazio nel panorama del motorsport.

    Dietro ai suoi successi c’è il sostegno costante del papà Adriano, della mamma e del fratello Nigel, una famiglia unita che non ha mai smesso di credere nelle sue capacità. Adriano le ha trasmesso la passione per i motori e l’ha accompagnata in ogni fase del suo percorso, spesso anche dietro una telecamera, senza mai sostituirsi a lei. Perché Joyce ha sempre voluto conquistare ogni traguardo con le proprie forze, consapevole però di poter contare su un punto di riferimento saldo e discreto.

    È proprio questo equilibrio tra autonomia e sostegno familiare a caratterizzare la sua crescita. Nonostante il progetto Joyce Trackside stia ottenendo sempre maggiore visibilità, la giovane continua a distinguersi per umiltà e determinazione. Non dimentica i sacrifici affrontati, né quelli che la sua famiglia continua a fare perché quel sogno possa diventare realtà.

    Nel suo cammino non sono mancati i riconoscimenti istituzionali. A riceverla è stato anche l’allora prefetto di Teramo, Fabrizio Stelo, oggi alla guida della Prefettura di Arezzo, che ne aveva elogiato la tenacia e la determinazione. Successivamente è arrivato anche il riconoscimento dell’amministrazione comunale di Pineto, con il sindaco Alberto Dell’Orletta che ha voluto sottolineare il valore del percorso intrapreso dalla giovane.

    Attestati importanti, che confermano il talento e la serietà con cui Joyce sta inseguendo il proprio obiettivo. Ma il carburante più prezioso continua a essere quello che trova ogni giorno tra le mura di casa: l’affetto, la fiducia e il sostegno della sua famiglia. È da lì che nasce la forza per guardare avanti e continuare a inseguire un sogno che ha un nome ben preciso: Formula 1.

  • Thomas, il gol più bello è già segnato: dal diabete alla sfida internazionale con la maglia dell’Italia

    Thomas, il gol più bello è già segnato: dal diabete alla sfida internazionale con la maglia dell’Italia

    C’è un ragazzo di Morro d’Oro, in provincia di Teramo, che sta dimostrando come la passione, il talento e la determinazione possano superare qualsiasi ostacolo. Si chiama Thomas Delle Feste, si allena ogni settimana al campo Patrizi di Roseto degli Abruzzi con la maglia dell’AS Roseto Calcio, società presieduta da Camillo Cerasi, ed è stato scelto per rappresentare l’Italia alla MiniMed Junior Cup 2026, il prestigioso torneo internazionale organizzato in collaborazione con la UEFA Foundation, dedicato ai giovani calciatori con diabete di tipo 1 (la stessa patologia con cui convive dall’età di 4 anni il tennista tedesco Alexander Zverev, ultimo avversario di Jannik Sinner).

    Una convocazione che rappresenta un motivo di grande orgoglio non solo per Thomas e la sua famiglia, ma anche per Roseto e per tutto il territorio teramano. Thomas, infatti, è uno dei soli due ragazzi italiani selezionati per prendere parte all’evento internazionale: lui ha rappresentato il Centro-Sud Italia, mentre un altro giovane atleta è stato selezionato per il Nord del Paese.

    In campo sono scesi giovani provenienti da 14 nazioni: Italia, Germania, Francia, Olanda, Israele, Norvegia, Finlandia, Svizzera, Regno Unito, Austria, Portogallo, Grecia, Irlanda e Spagna.

    La MiniMed Junior Cup non è un semplice torneo di calcio. È una manifestazione che mette al centro lo sport come strumento di inclusione, amicizia e crescita personale, dimostrando che il diabete di tipo 1 non deve mai rappresentare un limite per chi desidera inseguire i propri sogni.

    Ed è proprio questo il messaggio che Thomas porta ogni giorno dentro e fuori dal campo. Il giovane calciatore convive infatti con il diabete di tipo 1 e gioca indossando un microinfusore, un dispositivo salvavita fornito da Medtronic, che gli consente di praticare attività sportiva in sicurezza e di gestire la terapia insulinica durante allenamenti e partite.

    Per lui, però, quella che potrebbe sembrare una difficoltà è semplicemente parte della quotidianità. Chi lo conosce racconta di un ragazzo che non ha mai lasciato che la malattia prendesse il sopravvento sulla sua voglia di giocare. Al contrario, continua ad allenarsi con costanza sui campi di Roseto, seguito con grande attenzione dalla mamma Federica, che lo accompagna in ogni esperienza sportiva.

    «Abbiamo avuto la fortuna di essere stati scelti», racconta con emozione la madre di Thomas, consapevole del valore di una convocazione che va ben oltre l’aspetto sportivo.

    Essere stati selezionati per la MiniMed Junior Cup significa infatti diventare ambasciatori di un messaggio importante: il diabete non definisce una persona né le impedisce di raggiungere traguardi prestigiosi. Con il giusto supporto medico, la tecnologia e una preparazione adeguata, è possibile praticare sport ad alto livello e vivere ogni esperienza con entusiasmo.

    Durante il torneo il team MiniMed è stato presente per assistere costantemente tutti i giovani partecipanti. Sono state allestite anche le cosiddette Hypo Stations, aree dedicate dove gli atleti hanno potuto fare uno spuntino e affrontare in sicurezza eventuali episodi di ipoglicemia, affinché ogni partita potesse essere vissuta con serenità.

    La MiniMed Junior Cup nasce proprio con questo spirito: regalare una giornata di libertà, divertimento e condivisione a ragazzi provenienti da tutta Europa, uniti dalla stessa esperienza di vita ma soprattutto dalla stessa passione per il calcio.

    Un’occasione per creare nuove amicizie, confrontarsi con coetanei di altri Paesi e dimostrare che sul terreno di gioco contano il talento, l’impegno e il gioco di squadra.

    Per Roseto, che ogni settimana vede Thomas allenarsi al campo Patrizi con i colori dell’AS Roseto Calcio, la sua convocazione rappresenta anche il riconoscimento del lavoro svolto dalla società e dagli allenatori, capaci di accompagnare il percorso di crescita di un ragazzo che, oltre alle qualità tecniche, ha saputo distinguersi per carattere, maturità e determinazione.

    Thomas è oggi considerato uno dei giovani più promettenti della sua categoria e la sua storia racconta molto più di un successo sportivo. Racconta la normalità di un ragazzo che convive con il diabete senza viverlo come una tragedia, ma come una condizione da gestire con responsabilità, senza rinunciare ai propri sogni.

    La sua presenza alla MiniMed Junior Cup 2026 è stata quindi il simbolo di un messaggio che va oltre il calcio: nessuna patologia deve impedire a un bambino di inseguire le proprie passioni.

    Da Morro d’Oro ai campi internazionali della UEFA, passando per gli allenamenti quotidiani a Roseto degli Abruzzi, Thomas Delle Feste dimostra che il talento, sostenuto dalla forza di volontà, dall’affetto della famiglia e dall’innovazione della medicina, può davvero giocare… senza limiti.

     

  • Dal Comune ai paddock: Pineto applaude Joyce, la 17enne che sogna di raccontare la Formula 1

    Dal Comune ai paddock: Pineto applaude Joyce, la 17enne che sogna di raccontare la Formula 1

    PINETO – Non sogna di salire su una monoposto, ma di essere lì accanto ai campioni con un microfono in mano, pronta a raccontare tutto quello che accade prima e dopo una gara. È questo il sogno di Joyce De Sanctis, 17 anni, di Pineto, ricevuta questa mattina in Municipio dal sindaco e da alcuni componenti della giunta per un riconoscimento al percorso che, nonostante la giovane età, sta costruendo nel mondo del motorsport e della comunicazione sportiva.

    L’incontro è stato l’occasione per congratularsi con la giovane content creator, ideatrice del progetto “Joyce Trackside”, che negli ultimi anni è riuscito a conquistare un pubblico sempre più numeroso di appassionati di automobilismo. Il primo cittadino ha espresso il proprio apprezzamento per la passione, la determinazione e l’impegno con cui Joyce sta inseguendo il sogno di diventare giornalista di Formula 1, raccontando dall’interno il mondo delle corse attraverso interviste, reportage e contenuti realizzati direttamente nei paddock dei principali circuiti italiani e internazionali.

    Una passione nata quando era ancora bambina e che oggi è diventata qualcosa di molto più concreto. Joyce, infatti, non si limita a seguire le gare da spettatrice: entra nel cuore degli eventi, incontra piloti e addetti ai lavori e prova a raccontare il lato meno conosciuto del motorsport, quello fatto di sacrifici, emozioni, allenamenti e storie personali che spesso restano nascoste dietro una visiera abbassata.

    «Il mio sogno è raccontare la Formula 1 come giornalista», ripete ogni volta che le viene chiesto quale sia il suo obiettivo. Non quello di guidare una vettura da corsa, ma di viverne l’atmosfera da cronista, con il desiderio di dare voce ai protagonisti e far conoscere il loro percorso umano oltre ai risultati della pista.

    Studentessa del Liceo delle Scienze Umane a indirizzo economico-sociale “Saffo” di Roseto degli Abruzzi, Joyce riesce a conciliare gli impegni scolastici con le trasferte nei fine settimana di gara, organizzando il tempo tra libri, telecamera, microfono e social network. Un equilibrio non sempre semplice, ma che affronta con entusiasmo e costanza, sostenuta dalla famiglia che la accompagna fin dai primi passi di questa avventura.

    Il progetto “Joyce Trackside” è oggi presente sulle principali piattaforme digitali e rappresenta uno spazio seguito da migliaia di appassionati. Sul suo profilo Instagram ha superato i 19 mila follower, numeri che testimoniano una crescita costante e la qualità dei contenuti proposti. Interviste esclusive, approfondimenti, curiosità e racconti direttamente dai circuiti sono ormai il suo marchio di fabbrica.

    La credibilità conquistata sul campo le ha aperto anche le porte di EE Magazine, testata che ha scelto di puntare sul suo talento e sul suo modo autentico di raccontare il motorsport, confermando come impegno e competenza possano fare la differenza anche in un settore altamente competitivo.

    Quello del Comune non è stato il primo riconoscimento istituzionale ricevuto dalla giovane pinetese. Nei giorni scorsi Joyce era stata infatti accolta anche dal prefetto di Teramo, Fabrizio Stelo, interessato a conoscere da vicino la sua esperienza e il progetto che sta portando avanti. Due incontri che testimoniano l’attenzione riservata a una ragazza che, con determinazione e professionalità, sta portando il nome di Pineto e dell’Abruzzo all’interno di un ambiente prestigioso come quello delle corse automobilistiche.

    Per Joyce il traguardo è ancora lontano, ma la direzione è già tracciata. Un’intervista dopo l’altra, un paddock dopo l’altro, continua a inseguire il suo sogno con la convinzione che passione, studio e sacrificio possano davvero aprire le porte della Formula 1.

     

    Joyce De Santis ricevuta anche dal Prefetto di Teramo