Notizie di Categoria: La polemica

  • Cocciniglia, è ormai un botta e risposta continuo tra Comune e Pineto Verde

    Cocciniglia, è ormai un botta e risposta continuo tra Comune e Pineto Verde

    Sulla cocciniglia è ormai un continuo botta e risposta tra l’amministrazione comunale e il movimento Pineto Verde. A ogni intervento del Comune segue una nuova replica del movimento, che torna a chiedere misure più incisive per contrastare la diffusione del parassita. L’ultimo capitolo della vicenda è una diffida indirizzata a Regione Abruzzo, Servizio fitosanitario regionale e Prefettura di Teramo. A firmarla è l’agronomo Luigi Giannangelo, a nome di Pineto Verde, che chiede l’adozione urgente di misure fitosanitarie e, se necessario, l’esercizio di poteri sostitutivi nei confronti del Comune di Pineto e dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano.

    «Abbiamo 30 giorni utili prima che il parassita entri in quiescenza e sono a rischio migliaia di piante simbolo della costa», sostiene Giannangelo. Secondo il movimento, sarebbero circa 2.000 i pini a rischio, mentre gli interventi finora effettuati sarebbero stati frammentari, in particolare nella pineta storica tra via De Gasperi e via Doria. Pineto Verde contesta soprattutto la modalità degli interventi, sostenendo che i trattamenti diretti al sistema vascolare delle piante siano efficaci soltanto se eseguiti tempestivamente e in maniera uniforme. Intervenire a “macchia di leopardo”, secondo il movimento, rischierebbe di vanificare gli sforzi.

    Nella diffida viene inoltre sostenuto che il Comune fosse già stato informato della situazione nel 2025. Il movimento richiama una scheda di sopralluogo dello Sportello Verde del 28 aprile 2025, nella quale veniva segnalato il deperimento biologico di tre pini in via dei Narcisi. Ora, secondo Pineto Verde, ci sarebbero circa 30 giorni per intervenire prima dell’ingresso del parassita nella fase di quiescenza, quando l’attività vegetativa del pino rallenta e i trattamenti possono diventare meno efficaci.

    Il movimento chiede al Servizio fitosanitario regionale di imporre a Comune e Area Marina Protetta l’avvio di un piano entro 7 giorni, alla Regione di valutare la nomina di un commissario ad acta e al Prefetto di attivare i poteri necessari a tutela della pubblica incolumità. Infine, viene sollecitata un’ordinanza sindacale per rendere obbligatori i trattamenti anche nei giardini privati e nelle aree condominiali. La partita sulla cocciniglia, dunque, è tutt’altro che chiusa: il confronto tra amministrazione e movimento continua, mentre il tempo per intervenire, secondo Pineto Verde, si restringe.

  • 118, la denuncia di Pepe: “Teramo sguarnita, 4 postazioni in meno”

    118, la denuncia di Pepe: “Teramo sguarnita, 4 postazioni in meno”

    TERAMO. “I dati sulla riorganizzazione della rete d’emergenza-urgenza 118 scoperchiano una discriminazione territoriale senza precedenti”. È quanto sostiene il consigliere regionale Dino Pepe, intervenendo sul nuovo documento regionale. Secondo Pepe, la provincia di Teramo sarebbe stata penalizzata nella distribuzione delle postazioni medicalizzate. A fronte di un fabbisogno di 6 postazioni per la ASL teramana, ne sarebbero state assegnate soltanto 2, con un saldo negativo di 4.
    Le altre province abruzzesi, al contrario, avrebbero ricevuto 2 postazioni in più rispetto al fabbisogno teorico. “L’eccedenza regionale è solo il frutto di una compensazione contabile che penalizza unicamente Teramo”, afferma Pepe. Il consigliere evidenzia inoltre come la provincia disponga attualmente di postazioni 118 medicalizzate H24 a Giulianova, Teramo e Sant’Omero. Particolarmente critica, secondo Pepe, sarebbe la distribuzione dei mezzi di soccorso avanzato.
    “Su un totale di 18 ambulanze con medico a bordo previste nella pianificazione regionale, alla provincia di Teramo ne spetta zero”, denuncia. La copertura medica del territorio teramano verrebbe quindi affidata a 2 sole automediche H24, dislocate a Teramo e Giulianova. Un modello che, secondo il consigliere, sarebbe insufficiente per garantire una copertura adeguata dell’intera provincia.
    Il territorio comprende infatti costa, fascia collinare, Val Vibrata, aree interne e zone montane del Gran Sasso. Pepe richiama anche i circa 27.000 interventi effettuati ogni anno sul territorio provinciale.
    “Basta un intervento simultaneo o un soccorso prolungato in montagna per azzerare la presenza medica sull’intera provincia”, sostiene. La contestuale demedicalizzazione di alcune ambulanze trasformerebbe inoltre diverse postazioni in presidi a carattere infermieristico. Tra le località interessate vengono indicate Montorio al Vomano, Torricella Sicura, Sant’Egidio alla Vibrata, Notaresco, Roseto e Alba Adriatica. Pepe chiede alla Regione il riequilibrio della programmazione, con il recupero delle 4 postazioni mancanti e l’assegnazione di ambulanze con medico a bordo.
    “Non accettiamo che la salute dei cittadini teramani venga considerata di serie B”, conclude, chiedendo anche il potenziamento della rete pubblica e standard assistenziali omogenei in tutto l’Abruzzo.

     

  • Scuola dell’infanzia, le mamme chiedono una soluzione: “Basta con spazi piccoli e senza verde”

    Scuola dell’infanzia, le mamme chiedono una soluzione: “Basta con spazi piccoli e senza verde”

    Da oltre un anno i bambini della scuola dell’infanzia di Fontanelle di Atri sono ospitati all’interno della scuola primaria, in un’aula che le famiglie ritengono inadeguata alle loro esigenze. Si tratta di uno spazio piccolo e particolarmente caldo nei mesi primaverili ed estivi, dove i bambini trascorrono gran parte della giornata senza poter contare su ambienti adeguati al gioco e, soprattutto, senza un’area verde esterna.

    Il trasferimento è legato alla realizzazione del nuovo asilo nido. La precedente sede della scuola dell’infanzia è stata infatti demolita per lasciare spazio alla nuova struttura, un progetto finanziato con 720 mila euro di fondi PNRR, destinato ad accogliere fino a 30 bambini. I lavori sono stati affidati nell’ottobre 2024 e, secondo quanto riferito, sono stati avviati nel gennaio 2025. Ma con la riapertura delle scuole ormai alle porte, la situazione torna a farsi pressante per le famiglie. Secondo le mamme, quella attuale “rappresenta un netto peggioramento rispetto agli anni precedenti, quando la scuola dell’infanzia disponeva di ambienti più ampi, spazi per giocare e un’area verde”.

    Da qui la proposta rivolta all’amministrazione: “Perché non valutare, in attesa dell’apertura del nido, un utilizzo temporaneo degli spazi per la scuola dell’infanzia?” Le mamme riferiscono inoltre di aver visto all’interno della nuova struttura vecchi arredi e materiali provenienti proprio dalla precedente scuola dell’infanzia. Un elemento che, secondo le famiglie, renderebbe ancora più concreta la possibilità di individuare una soluzione temporanea.

    “La proposta – spiegano le mamme in una lettera aperta – non mira a modificare la destinazione definitiva dell’edificio, ma a individuare una soluzione provvisoria, qualora tecnicamente e amministrativamente possibile”. La richiesta sarebbe già stata sottoposta più volte al sindaco. Dal Comune fanno sapere che la questione “è stata girata direttamente al Provveditorato competente per verificare la fattibilità dello spostamento”.

    A oggi, però, le famiglie affermano di non aver ricevuto risposte concrete sull’eventuale richiesta, né indicazioni precise sui tempi o sugli eventuali ostacoli che impedirebbero di trovare una soluzione. Le mamme chiedono quindi che, nel rispetto della destinazione futura della struttura, venga valutata ogni possibilità per garantire ai bambini ambienti più adeguati alle loro esigenze. “Stiamo parlando di bambini piccoli – sottolineano le famiglie – che hanno bisogno di muoversi, giocare, svolgere attività e stare all’aperto”. Da qui la decisione di rendere pubblico il problema, alla vigilia della riapertura delle scuole. La domanda che le famiglie pongono all’amministrazione è chiara: a che punto è l’iter e quali sono gli impedimenti che, ancora oggi, non permettono di trovare una soluzione? “Non vogliamo creare polemiche – spiegano le mamme – ma soltanto essere ascoltate e vedere individuata una soluzione nell’interesse dei nostri bambini”.

    Ma resta un altro dubbio da sciogliere anche se il Provveditorato concedesse temporaneamente l’uso della struttura, quando questa diventerà definitivamente asilo nido, i bambini della scuola dell’infanzia torneranno nella piccola stanza della primaria?

    Come verrebbe l’asilo nido
    Le suppellettili della vecchia scuola materna
  • Scuole a Silvi, l’opposizione attacca l’Amministrazione: «Serve una visione d’insieme, non solo interventi d’emergenza»

    Scuole a Silvi, l’opposizione attacca l’Amministrazione: «Serve una visione d’insieme, non solo interventi d’emergenza»

    La sicurezza e il futuro degli edifici scolastici infiammano l’aula consiliare di Silvi. Nel corso della seduta di giovedì sera — convocata proprio su richiesta straordinaria dei gruppi di opposizione — il dibattito si è acceso sullo stato complessivo dei plessi cittadini e sulla gestione dei circa 114 alunni (tra scuola primaria e dell’infanzia) costretti ad abbandonare la scuola di Silvi Paese a causa della frana in contrada Santa Lucia.

    L’affondo delle minoranze: «Assenza di visione e risposte incerte»

    Per i gruppi di opposizione la gestione della crisi di Silvi Paese è solo la punta dell’iceberg. Nel corso del Consiglio, i consiglieri di minoranza hanno fortemente contestato alla giunta una «palese assenza di visione e di programmazione», trasformando l’assisa in un momento di serrata verifica sullo stato di salute di tutto il patrimonio scolastico comunale.

    Tra le principali richieste avanzate dall’opposizione con forza figurano:

    • Pianificazione a lungo termine: Stop ai tamponamenti dell’ultimo minuto; serve una mappa chiara delle priorità per garantire agli studenti ambienti stabili, sicuri e funzionali, anziché rincorrere le singole emergenze.
    • Trasparenza su tempi e risorse: La richiesta perentoria di conoscere cronoprogrammi certi, fondi a disposizione e dettagli sugli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su tutti gli edifici del territorio.
    • Attenzione ai singoli plessi: Tra i punti critici riproposti dall’opposizione c’è la situazione della scuola “Guido Bindi”, già al centro di passate interrogazioni e tuttora considerata un sorvegliato speciale che necessita di risposte chiare e definitive.

    La replica della giunta: le soluzioni temporanee per Silvi Paese

    Dal canto suo, il primo cittadino ha risposto illustrando le misure tampone adottate per consentire la regolare partenza del nuovo anno scolastico:

    • Niente doppi turni: Dal 10 settembre gli alunni della primaria di Silvi Paese saranno trasferiti nelle cinque aule allestite e dichiarate agibili presso il Centro di Formazione Consorzio UP a Piane Maglierici.
    • L’orizzonte dei moduli “Jolly”: La sistemazione a Piane Maglierici restera provvisoria per circa 5-6 mesi, in attesa del montaggio e del collaudo dei moduli prefabbricati della Protezione Civile (i cosiddetti “Jolly”). Nel recente passato, ricordiamo, gli alunni erano stati appoggiati al plesso “Leonardo da Vinci”, mentre i bimbi della materna Belfiore avevano trovato accoglienza al “Girotondino”.

    Un’agenda politica che resta rovente

    Se da un lato la certezza del rientro sui banchi senza il disagio dei doppi turni rasserena nell’immediato le famiglie, dall’altro la partita politica resta apertissima. L’opposizione garantisce che non abbasserà la guardia: resta infatti da monitorare l’effettivo rispetto dei tempi per l’arrivo delle strutture prefabbricate della Protezione Civile e, soprattutto, l’avvio di un piano concreto che porti la rete scolastica di Silvi fuori dalla logica della perenne provvisorietà.

  • Via D’Annunzio, è polemica sull’isola pedonale: troppe bici e monopattini, i residenti chiedono più controlli

    Via D’Annunzio, è polemica sull’isola pedonale: troppe bici e monopattini, i residenti chiedono più controlli

    Polemica di fine agosto a Pineto e riguarda tutta via D’Annunzio, dove ogni sera viene istituita l’isola pedonale. Una protesta che va avanti ormai da diversi anni e che, puntualmente, torna a farsi sentire durante la stagione estiva. Il problema, secondo residenti e turisti, riguarda soprattutto la presenza continua di biciclette, bici elettriche, risciò e monopattini che attraversano la strada a velocità sostenuta, rendendo difficoltosa e, in alcuni casi, pericolosa la passeggiata dei pedoni. A questo si aggiunge, occasionalmente, anche il passaggio di auto di alcuni residenti della zona.

    La richiesta è quella di intervenire con una regolamentazione più precisa, perché nelle attuali condizioni, sostengono i cittadini, diventa difficile passeggiare o fermarsi tranquillamente lungo la strada. Un turista racconta di vivere con il timore di essere investito durante una semplice passeggiata e di preferire, proprio per questo motivo, restare a casa nelle ore serali.

    Sulla questione interviene anche Giovanni D’Ambrosio, che chiede al primo cittadino di prendere provvedimenti. Secondo D’Ambrosio, la sera via D’Annunzio diventa difficile da percorrere a piedi a causa delle numerose biciclette che sfrecciano lungo la strada, creando una situazione di potenziale pericolo. Da qui l’appello a intervenire prima che possa verificarsi un incidente grave. Altri cittadini sottolineano come il problema non riguardi esclusivamente le ore serali. Anche nella zona della pineta, infatti, a volte si assisterebbe a comportamenti che vanno oltre i limiti previsti, nonostante la presenza di alcuni divieti. Il nodo, secondo le segnalazioni, sarebbe soprattutto quello dei controlli, ritenuti insufficienti.

    C’è poi chi mette in discussione l’organizzazione stessa dell’isola pedonale. Se si tratta di un’area destinata ai pedoni, osservano alcuni cittadini, non si comprende perché debba essere consentito il passaggio anche di biciclette e altri mezzi. Infine, viene sollevata un’ulteriore questione: quale sia l’effettiva utilità di un’isola pedonale che si estende per quasi due chilometri se poi la sicurezza e la tranquillità dei pedoni non vengono garantite.

  • Pineto, la vacanza finisce male: “Ci hanno trattato in modo inaccettabile”

    Pineto, la vacanza finisce male: “Ci hanno trattato in modo inaccettabile”

    Tornare a Pineto dopo quattro anni, portando con sé figlia, genero e tre bambini, con il ricordo di una bella vacanza nel cuore. Le premesse, insomma, erano quelle giuste per una settimana di relax. Peccato che, secondo il racconto della turista, la realtà si sia rivelata decisamente diversa dalle aspettative. L’albergo scelto era al completo, ma alla famiglia era stato proposto un appartamento nelle vicinanze, con la promessa di poter usufruire degli stessi servizi dell’hotel, dalla pensione completa alla spiaggia. Fin qui tutto bene. Poi, però, è arrivato il momento della consegna delle chiavi.

    L’appartamento, racconta la signora, si trovava al primo piano, a circa 200 metri dall’hotel e raggiungibile attraverso due rampe di scale. Ma il vero “colpo di scena” sarebbe arrivato entrando nelle camere: una matrimoniale e una stanza definita “con tre letti”, anche se, a detta della turista, sarebbe stato difficile chiamarli tutti così. Nel secondo ambiente, infatti, ci sarebbero stati una branda, la seduta di un divano piuttosto malmesso e un lettino fatiscente. A completare il quadro, una culla da campeggio. Insomma, più che una camera familiare, una sorta di “Tetris dell’ospitalità”.

    La famiglia avrebbe quindi fatto presente che la sistemazione non corrispondeva alle fotografie ricevute via e-mail, che mostravano ambienti decisamente più curati e arredati. La risposta, sempre secondo il racconto della turista, sarebbe stata piuttosto semplice: se la sistemazione non andava bene, potevano restituire le chiavi. E così è stato. Ma la vicenda, invece di chiudersi con una semplice restituzione delle chiavi, avrebbe avuto un ulteriore episodio decisamente spiacevole. In hotel, la turista racconta di essere stata accolta da un giovane che avrebbe assunto, a suo dire, un atteggiamento aggressivo e prepotente, utilizzando parole che la signora ha ritenuto non consone al ruolo.

    «Ci ha provocato in vari modi – racconta – e quando abbiamo protestato per averci rovinato la vacanza, lui e un’altra persona ci hanno cacciato in malo modo». Una conclusione tutt’altro che da cartolina. «Non avrei mai creduto di subire una cosa del genere – aggiunge la turista – sono ancora molto turbata e delusa. Avrei voluto trascorrere una settimana piacevole come quattro anni fa, ma qualcosa è cambiato».

    La vicenda, naturalmente, è il racconto di una parte e meriterebbe, per correttezza, anche la versione della struttura. In molti hanno comunque consigliato alla turista di rivolgersi alle autorità competenti e di rendere noto il nome dell’hotel. Una precisazione importante: una singola esperienza, per quanto spiacevole, non può trasformarsi in un giudizio su tutta l’offerta turistica di Pineto, dove sono numerose le strutture che lavorano con professionalità e attenzione. Perché una vacanza può anche avere qualche imprevisto. Ma quando il turista torna a casa portandosi dietro più scale da ricordare che tramonti, forse è arrivato il momento di chiedersi se qualcosa, nell’accoglienza, non abbia bisogno di essere rivisto.

  • Liberi e Forti: “Prima di giudicare il passato, l’amministrazione spieghi il presente”

    Liberi e Forti: “Prima di giudicare il passato, l’amministrazione spieghi il presente”

    ATRI – L’associazione Liberi e Forti, di cui fa parte l’ex sindaco Paolo Basilico, pone all’amministrazione comunale una serie domande legate ad alcune esternazioni dell’attuale sindaco di Atri. L’associazione non solo vuole chiarezza sull’ispezione ministeriale (ordinaria) nell’Ufficio del Giudice di Pace per capire quali criticità sono emerse, ma mette l’accento anche su alcuni meriti che Ferretti si intesta sull’argomento “scuole”.  Il Comunicato, infatti, sottolinea che gli interventi realizzati tra il 1999 e il 2006 sono ancora oggi visibili e utilizzati. Scuole, ampliamenti, ristrutturazioni e manutenzioni furono realizzati anche con importanti risorse provinciali. Tra gli interventi viene ricordata la costruzione dell’ala Mambelli e l’ampliamento del Polo scolastico superiore. Liberi e Forti richiama inoltre l’esperienza universitaria avviata ad Atri nel 1995. “Un progetto che portò in città studenti, docenti e nuove opportunità culturali ed economiche”.
    Secondo il gruppo, quella presenza si sarebbe poi progressivamente indebolita fino a scomparire. Nel comunicato vengono inoltre sollevati dubbi sulla viabilità e sull’introduzione dei parcheggi a pagamento. Particolare attenzione è dedicata alla scuola Mambelli-Barnabei e alla decisione di demolirla. Liberi e Forti chiede perizie, costi e documentazione sulle manutenzioni effettuate negli ultimi vent’anni. “La sicurezza, sottolinea il gruppo, è fondamentale, ma anche le decisioni devono essere adeguatamente spiegate”. Critiche vengono rivolte anche al nuovo plesso scolastico previsto nell’area dell’ex INPS. Il gruppo chiede che l’architettura della nuova struttura dialoghi maggiormente con l’identità storica di Atri. Nel mirino finisce infine il disavanzo comunale, indicato nel comunicato in circa 12,6 milioni di euro. La richiesta conclusiva è una: più chiarezza, documentazione e risposte concrete da parte dell’amministrazione.

  • Atri, parcheggi introvabili per i lavoratori dell’ospedale: la FP Cgil torna all’attacco

    Atri, parcheggi introvabili per i lavoratori dell’ospedale: la FP Cgil torna all’attacco

    La FP CGIL Teramo torna ad accendere i riflettori sulla carenza di parcheggi all’ospedale di Atri. Il sindacato chiede un tavolo congiunto tra Asl e Comune per individuare una soluzione concreta al problema. La criticità, già segnalata nei mesi scorsi, non avrebbe infatti registrato miglioramenti significativi. Restano difficoltà nel reperire stalli, sia gratuiti sia a pagamento, con disagi per lavoratori e utenti. La situazione diventa particolarmente pesante durante i cambi turno tra mattina e pomeriggio. In quelle fasce orarie si concentrano contemporaneamente personale in servizio, utenti e lavoratori in arrivo. Trovare un posto auto diventa così complicato, costringendo spesso gli operatori a parcheggiare lontano dall’ospedale. Una situazione che può incidere anche sulla puntualità e sull’organizzazione dei passaggi di consegne. Per la FP CGIL, dunque, non è più possibile rimandare un intervento concreto e strutturale.
    “Chi lavora in ospedale deve poter arrivare sul posto di lavoro senza dover affrontare ogni giorno una corsa al parcheggio”, sottolinea Herbert Tuttolani della FP CGIL Teramo. “Parliamo di lavoratori che garantiscono quotidianamente un servizio fondamentale alla comunità e che meritano condizioni dignitose”. Il sindacato prende atto delle ipotesi di riqualificazione delle aree e della prima interlocuzione tra Comune e Asl. Ma, sottolinea, fino a oggi questi percorsi non hanno prodotto risultati concreti per chi ogni giorno si reca in ospedale. Per questo la FP CGIL annuncia l’invio di una richiesta formale alle istituzioni nelle prossime ore. L’obiettivo è convocare un incontro e aprire un tavolo di confronto e progettazione condivisa. Tra le proposte c’è l’individuazione di stalli riservati agli operatori sanitari nell’ambito della riqualificazione delle aree. A questi dovrebbero essere affiancate forme di abbonamento a tariffa agevolata per il personale. “Serve una soluzione che tenga insieme le esigenze dei lavoratori e quelle dell’utenza”, aggiunge Tuttolani. “Garantire un accesso dignitoso al luogo di lavoro significa anche contribuire alla qualità del servizio sanitario”.
    La FP CGIL Teramo chiede quindi ad Asl e Comune di Atri di accelerare il confronto e passare dalle ipotesi ai fatti. Il sindacato continuerà a monitorare la situazione e a sollecitare risposte concrete.
    La questione dei parcheggi resta così al centro dell’attenzione, in attesa di un intervento capace di risolvere una criticità ormai quotidiana.

  • Cocciniglia dei pini, il caso si accende: tra obblighi di legge e accuse senza firme

    Cocciniglia dei pini, il caso si accende: tra obblighi di legge e accuse senza firme

    PINETO – «Ad oggi non ci sono richieste di accesso agli atti e gli ambientalisti si sono dichiarati soddisfatti nell’ultima riunione operativa». Lo precisa il presidente dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, Fabiano Aretusi, intervenendo sul tema della diffusione del parassita che sta colpendo i pini del territorio.

    Nonostante questa precisazione, la presenza di alcuni focolai nella pineta e in altre aree di Pineto continua ad alimentare il dibattito, soprattutto in relazione agli obblighi che la normativa impone non solo ai privati, ma anche agli enti pubblici e ai gestori delle aree interessate.

    Le disposizioni vigenti prevedono infatti misure obbligatorie quali l’abbattimento delle piante compromesse, i trattamenti fitosanitari, gli interventi selvicolturali, il divieto di movimentare piante infestate e un costante monitoraggio della situazione. Obblighi che ricadono sui proprietari e sui gestori delle aree, senza alcuna distinzione tra soggetti pubblici e privati.

    Nelle ultime settimane si sono rincorse indiscrezioni secondo cui da diversi mesi sarebbero state inviate segnalazioni tramite Pec ed e-mail agli enti competenti per richiamare l’attenzione sul problema. Qualora tali comunicazioni fossero state effettivamente acquisite, sarà importante chiarire quali controlli siano stati effettuati, quali interventi siano stati programmati e con quali tempistiche. A onor di cronaca, però, bisogna sottolineare che nessuno spiega chiaramente chi e quando sono state fatte queste segnalazioni, così come nessuno fa i nomi delle associazioni ambientaliste contrarie al piano degli interventi. Si ha l’impressione che qualcuno stia mestando nel torbido e che la battaglia alla cocciniglia si sia già trasformata in una battaglia politica e personale.

  • Silvi, quando il Consiglio comunale diventa un bar di bassa categoria

    Silvi, quando il Consiglio comunale diventa un bar di bassa categoria

    SILVI – Le istituzioni hanno le loro regole, i loro rituali e perfino una certa dose di solennità. Poi arriva un Consiglio comunale e qualcuno decide che il galateo può tranquillamente accomodarsi fuori dall’aula. A Silvi, infatti, il dibattito politico si è arricchito di una nuova categoria: il “fuori microfono con sorpresa”.

    A raccontare l’episodio è la consigliera Claudia Cameli e il segretario del PD Vito Partipilo, che sui social hanno acceso i riflettori su una scena destinata a far discutere. Mentre si preparava a intervenire, la consigliera si è trovata a dover superare il consueto ostacolo delle contestazioni dalla maggioranza, una sorta di riscaldamento prima del vero spettacolo.

    Dopo il richiamo all’ordine del presidente, sembrava tornata la calma. Il tempo di un ringraziamento e il sindaco, però, ha scelto un’uscita di scena decisamente originale: abbandonare l’aula annunciando, con grande eleganza istituzionale, di dover “andare a pi…are”.

    Un’espressione che forse avrebbe trovato la sua collocazione ideale in una pausa tra amici al bar, meno in una seduta del Consiglio comunale. Ma il punto, come sottolinea Cameli, non è la singola parola: “è il contesto”. Perché il problema non è una semplice necessità fisiologica, ma il messaggio trasmesso: proprio mentre un consigliere sta per parlare, il primo cittadino decide di lasciare la scena. Una coincidenza curiosa, quasi un manuale pratico su come trasformare un momento istituzionale in una gag involontaria.

    “Il Consiglio comunale, però, non è un bancone del bar né una riunione tra amici dice l’opposizione – È il luogo dove si rappresentano i cittadini, anche quelli che siedono dall’altra parte della barricata politica”. Tra battute, proteste e uscite memorabili, resta una domanda: il decoro istituzionale è ancora un requisito o è diventato un optional da lasciare in macchina insieme alla giacca della domenica? A Silvi, almeno per un giorno, la politica ha dimostrato che il confine tra aula consiliare e bar di provincia può essere sorprendentemente sottile.

    NB – L’immagine di copertina è stata generata dall’IA