Sulla cocciniglia è ormai un continuo botta e risposta tra l’amministrazione comunale e il movimento Pineto Verde. A ogni intervento del Comune segue una nuova replica del movimento, che torna a chiedere misure più incisive per contrastare la diffusione del parassita. L’ultimo capitolo della vicenda è una diffida indirizzata a Regione Abruzzo, Servizio fitosanitario regionale e Prefettura di Teramo. A firmarla è l’agronomo Luigi Giannangelo, a nome di Pineto Verde, che chiede l’adozione urgente di misure fitosanitarie e, se necessario, l’esercizio di poteri sostitutivi nei confronti del Comune di Pineto e dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano.
«Abbiamo 30 giorni utili prima che il parassita entri in quiescenza e sono a rischio migliaia di piante simbolo della costa», sostiene Giannangelo. Secondo il movimento, sarebbero circa 2.000 i pini a rischio, mentre gli interventi finora effettuati sarebbero stati frammentari, in particolare nella pineta storica tra via De Gasperi e via Doria. Pineto Verde contesta soprattutto la modalità degli interventi, sostenendo che i trattamenti diretti al sistema vascolare delle piante siano efficaci soltanto se eseguiti tempestivamente e in maniera uniforme. Intervenire a “macchia di leopardo”, secondo il movimento, rischierebbe di vanificare gli sforzi.
Nella diffida viene inoltre sostenuto che il Comune fosse già stato informato della situazione nel 2025. Il movimento richiama una scheda di sopralluogo dello Sportello Verde del 28 aprile 2025, nella quale veniva segnalato il deperimento biologico di tre pini in via dei Narcisi. Ora, secondo Pineto Verde, ci sarebbero circa 30 giorni per intervenire prima dell’ingresso del parassita nella fase di quiescenza, quando l’attività vegetativa del pino rallenta e i trattamenti possono diventare meno efficaci.
Il movimento chiede al Servizio fitosanitario regionale di imporre a Comune e Area Marina Protetta l’avvio di un piano entro 7 giorni, alla Regione di valutare la nomina di un commissario ad acta e al Prefetto di attivare i poteri necessari a tutela della pubblica incolumità. Infine, viene sollecitata un’ordinanza sindacale per rendere obbligatori i trattamenti anche nei giardini privati e nelle aree condominiali. La partita sulla cocciniglia, dunque, è tutt’altro che chiusa: il confronto tra amministrazione e movimento continua, mentre il tempo per intervenire, secondo Pineto Verde, si restringe.












