Notizie di Categoria: Politica

  • Castellalto, il Pd provinciale conferma il sostegno al sindaco Rocci

    Castellalto, il Pd provinciale conferma il sostegno al sindaco Rocci

    La Federazione provinciale del Partito Democratico di Teramo rinnova il proprio sostegno al PD di Castellalto, al sindaco Aniceto Rocci e all’Amministrazione comunale. La posizione è emersa durante un incontro con il gruppo dirigente locale, alla presenza del segretario provinciale Robert Verrocchio e dei consiglieri regionali Dino Pepe e Sandro Mariani.
    Il confronto, promosso dalla Federazione in raccordo con il segretario cittadino Valentino Grossi, è servito ad analizzare la situazione politica e amministrativa del Comune. L’obiettivo dichiarato è accompagnare l’Amministrazione fino alla conclusione del mandato e rilanciare l’azione di governo. «Siamo al fianco del PD di Castellalto, del sindaco Rocci e del progetto “Insieme per Castellalto”», sottolinea Verrocchio. Il segretario provinciale richiama inoltre la necessità di rispettare gli impegni assunti con i cittadini e portare a compimento il mandato. La Federazione ribadisce l’importanza del dialogo e del confronto tra le diverse sensibilità presenti nel quadro politico locale.
    Al centro delle priorità vengono indicate la stabilità amministrativa e la prosecuzione delle opere e dei progetti già avviati. Il PD di Castellalto continuerà a contribuire all’attività amministrativa anche attraverso l’assessore Marco Monticelli. La riunione è stata inoltre l’occasione per guardare ai prossimi mesi e alle prospettive politiche della comunità. La Federazione provinciale intende accompagnare il circolo locale valorizzando le energie civiche, democratiche, progressiste e riformiste del territorio. Il percorso, nelle intenzioni del partito, partirà dall’esperienza di “Insieme per Castellalto” per costruire una prospettiva condivisa per il futuro.

  • Campo largo, il monito di Sinistra Italiana: «Chi divide si assuma la responsabilità»

    Campo largo, il monito di Sinistra Italiana: «Chi divide si assuma la responsabilità»

    Le amministrative del 2027 si avvicinano e, in provincia di Teramo, Sinistra Italiana inizia a mettere i paletti  nel centrosinistra. Lo fa in maniera chiara e il messaggio deve arrivare forte e chiaro ai partiti del campo largo. Infatti il voto nei Comuni arriverà a ridosso delle elezioni politiche e, secondo SI, sarà decisivo per la costruzione del cosiddetto campo largo. «Le politiche del 2027 saranno cruciali per il futuro», afferma il segretario provinciale Ennio Chiavetta. Per Sinistra Italiana, Pd, Movimento 5 Stelle, AVS e forze civiche e politiche del centrosinistra devono avviare un confronto comune. Tra gli interlocutori viene citata anche Rifondazione Comunista, indicata come forza ormai stabilmente collocata nel centrosinistra, ma non vengono citati Azione e Italia Viva.  La Federazione provinciale di Teramo esclude invece percorsi basati su autocandidature o decisioni già definite. «Le candidature devono nascere da un confronto politico tra le forze del campo largo e le rappresentanze territoriali», sottolinea Chiavetta. L’obiettivo è individuare una posizione politica condivisa e arrivare a una proposta unitaria nei Comuni chiamati al voto.
    Particolare attenzione viene riservata a Roseto degli Abruzzi, considerata uno dei passaggi più importanti del prossimo turno amministrativo. Qui Sinistra Italiana auspica che il centrosinistra si presenti unito già al primo turno, con un candidato o una candidata scelti attraverso un confronto con il territorio. La strategia indicata è chiara: «Giocare la partita fin dal primo turno e conquistare il ballottaggio». Chiavetta avverte inoltre che eventuali divisioni del campo largo alla vigilia delle politiche comporterebbero una precisa responsabilità politica. «Chi sceglierà di dividere il campo dovrà assumersene fino in fondo la responsabilità», sostiene il segretario provinciale. Il percorso indicato da Sinistra Italiana dovrà partire dai programmi, dal confronto con i territori e dalla condivisione delle candidature. L’obiettivo finale è costruire un’alternativa unitaria alle destre, tanto nei Comuni della provincia quanto a livello nazionale. Messaggi, neppure tanto criptici, che arrivano dritti nella stanze della federazione teramana del PD.

  • Vertenza ASP 1 Teramo: bocciato l’emendamento, stipendi ancora al palo

    Vertenza ASP 1 Teramo: bocciato l’emendamento, stipendi ancora al palo

    La vertenza dell’ASP 1 di Teramo rimane aperta e carica di tensione. Sebbene il 13 agosto sia stata versata la mensilità di giugno, la quattordicesima e il mese di luglio continuano a non trovare copertura finanziaria. A complicare il quadro è il perdurare del blocco giudiziario sui conti dell’azienda, che lascia lavoratori e famiglie in una costante condizione di incertezza.

    ​A riaccendere lo scontro politico è il rifiuto della maggioranza di centrodestra all’emendamento da 1 milione di euro proposto dal consigliere Dino Pepe. La norma, già approvata in Commissione Bilancio, avrebbe fornito la liquidità immediata per saldare i compensi e garantire i presidi di Teramo, Nereto e Civitella del Tronto.

    ​Dino Pepe sottolinea come la scelta della Regione penalizzi un settore fondamentale: “Respingere lo stanziamento significa scaricare i ritardi su lavoratori, utenti e fornitori”. Se la giunta Marsilio punta su tavoli di concertazione e sull’accreditamento di 35 posti letto — interventi con tempi tecnici lunghi —, l’opposizione esige un cronoprogramma vincolante. Il risanamento futuro non può sostituirsi al diritto del personale di ricevere gli stipendi maturati.

  • Graziosi: «Più Europa e più politica nei territori per rilanciare le aree interne»

    Graziosi: «Più Europa e più politica nei territori per rilanciare le aree interne»

    Una recente riflessione di Saverio Gileno sull’Europa (coordinatore nazionale della segreteria dei Giovani Democratici, spinge Alessandro Graziosi, responsabile organizzativo di Azione per la provincia di Teramo, ad ampliare il dibattito guardando anche alle aree interne. «Discutere oggi di Europa significa discutere della nostra capacità di scegliere il futuro», sostiene Graziosi. Secondo l’esponente di Azione, l’Europa deve diventare più unita, autonoma e politica, rafforzando il proprio ruolo su difesa, energia, industria e tecnologia. Un’Europa più forte, aggiunge, non deve però dimenticare le comunità sulle quali si fonda e le difficoltà quotidiane delle persone.
    Da qui l’attenzione alle aree interne, dove vivono circa 13,3 milioni di italiani e che tra il 2014 e il 2024 hanno perso il 5% dei residenti. «In Abruzzo non abbiamo bisogno di leggere una statistica per capire cosa significhi», osserva Graziosi, citando lo spopolamento dei piccoli centri e la partenza dei giovani. Per l’esponente di Azione il problema non è che i ragazzi vadano via, ma che partire diventi l’unica scelta possibile e tornare non sia più un’opzione.
    Le politiche pubbliche, quindi, dovrebbero essere valutate anche sulla loro capacità di rendere più semplice vivere, lavorare e costruire una famiglia nei territori interni. Graziosi lega la questione demografica a quella del lavoro e dei salari, sottolineando come un’occupazione non sia sufficiente se non consente di costruire una vita autonoma. Nel suo intervento richiama anche il ruolo del sindacato, che dovrebbe tornare a rappresentare concretamente lavoratori e nuove fragilità senza contrapporre necessariamente lavoro e impresa. «Un Paese non diventa competitivo impoverendo chi lavora – afferma Graziosi – così come non può distribuire una ricchezza che le imprese non riescono a produrre». Tra i temi affrontati anche la sanità, con il dato del 12,6% degli abruzzesi che nel 2024 avrebbe rinunciato a una visita o a un esame pur avendone bisogno. Nelle aree interne, sottolinea Graziosi, alle liste d’attesa si aggiungono spesso le distanze e le difficoltà di collegamento con i servizi.
    L’intervento si concentra infine sul rapporto tra politica e cittadini, auspicando un ritorno della politica nei luoghi in cui le persone vivono e lavorano. Secondo Graziosi, i partiti dovrebbero tornare a essere spazi aperti di confronto, capaci di ascoltare cittadini, lavoratori, imprese e giovani. «Non penso che la risposta sia ricostruire le sezioni di cinquant’anni fa», precisa, ma recuperare quella capacità di incontro e partecipazione. Per l’esponente di Azione, il populismo non si combatte spiegando agli elettori che hanno scelto male, ma comprendendo perché molti non si sentano più rappresentati. La sua proposta è sintetizzata nella necessità di avere «più Europa in alto e più politica in basso», rafforzando insieme dimensione continentale e attenzione ai territori. Un’Europa forte, conclude, non può poggiare su comunità sempre più fragili, ma deve contribuire a creare lavoro, servizi accessibili e condizioni per restare. «L’Europa deve aiutarci ad alzare lo sguardo. La politica deve tornare ad abbassarlo abbastanza da incontrare quello delle persone».

  • Ufficio del Giudice di Pace: criticità organizzative e responsabilità dell’Amministrazione

    Ufficio del Giudice di Pace: criticità organizzative e responsabilità dell’Amministrazione

    Le forze di opposizione di Prospettiva Atri, prendono posizione sulla vicenda Giudice di Pace di Atri. Secondo il gruppo: “La gestione dell’Ufficio del Giudice di Pace presenta criticità che richiedono un’attenta valutazione dell’assetto organizzativo e delle responsabilità dell’Amministrazione comunale”. L’ente ha scelto di mantenere l’Ufficio, assumendone i relativi oneri, compresi locali, personale e organizzazione del servizio. Tale scelta impone di garantire una struttura adeguata alla natura specialistica delle funzioni di cancelleria giudiziaria. Destano particolare attenzione le modalità di assegnazione di personale proveniente da ambiti professionali diversi e non sempre coerenti con le competenze richieste.
    Rilevano, inoltre, la formazione, l’affiancamento, la pianificazione delle attività e i sistemi di controllo interno. Un’eventuale inadeguatezza di tali strumenti potrebbe determinare ulteriori profili di responsabilità organizzativa e gestionale.
    L’ispezione ministeriale ordinaria ha evidenziato ritardi e criticità così come era accaduto nella passata ispezione di 5 anni fa.  Tale iniziativa non può però prescindere da una valutazione delle responsabilità organizzative dell’ente. Occorre infatti verificare le scelte iniziali relative alla strutturazione del servizio e all’assegnazione del personale. Non appaiono pertanto condivisibili ricostruzioni che individuino singoli dipendenti come unici responsabili delle criticità emerse. Qualora siano riscontrate carenze nella formazione, nella programmazione o nella vigilanza, queste dovranno essere ricondotte alle competenze dell’Amministrazione. È quindi necessario un approfondimento complessivo dell’organizzazione adottata, anche per prevenire il ripetersi delle problematiche. Il tutto dovrà avvenire nel rispetto dei principi di efficienza, economicità, buon andamento e trasparenza nella gestione dell’Ufficio.

  • Grandine, niente aiuti immediati: bocciato il fondo da 2 milioni

    Grandine, niente aiuti immediati: bocciato il fondo da 2 milioni

    È scontro in Consiglio regionale sulla mancata approvazione di 2 milioni di euro destinati ai primi ristori per i danni provocati dai recenti eventi atmosferici. La maggioranza ha bocciato l’emendamento che prevedeva contributi straordinari a favore di aziende, famiglie e Comuni colpiti dalle violente grandinate. Il provvedimento aveva ottenuto in precedenza il parere favorevole della Commissione Bilancio, ma il voto in Aula ha ribaltato l’esito. A orientare la decisione, secondo quanto riferito dal Patto per l’Abruzzo, è stato anche l’intervento del presidente della Regione Marco Marsilio.
    La linea indicata è quella di attendere l’eventuale riconoscimento dello stato di calamità da parte del Governo. Una posizione contestata duramente dal consigliere regionale Dino Pepe, primo firmatario dell’emendamento sottoscritto dai consiglieri del Patto per l’Abruzzo. “È un grave errore”, ha dichiarato Pepe, sostenendo la necessità di un intervento regionale immediato.
    Secondo il consigliere, eventuali risorse statali non sarebbero comunque in grado di coprire integralmente i danni subiti dal territorio. La Regione, a suo giudizio, avrebbe quindi dovuto mettere a disposizione un primo contributo diretto senza attendere i tempi delle decisioni del Governo. Al centro della polemica anche il comportamento di alcuni esponenti della maggioranza durante la votazione. Decisiva, secondo Pepe, sarebbe stata l’astensione dei consiglieri Gatti, Di Matteo e Rossi. “Se gli astenuti della maggioranza avessero coerentemente sostenuto il territorio e votato a favore – ha detto Pepe – oggi avremmo portato a casa 2 milioni di euro”. Le risorse sarebbero state destinate alle famiglie e alle imprese colpite dalla grandinata e ai Comuni interessati. Sono 21, secondo quanto riportato nella nota, i Comuni coinvolti dagli eventi atmosferici. Il voto riaccende così il confronto politico sulle misure da adottare per sostenere i territori colpiti e sui tempi degli eventuali ristori. Per il Patto per l’Abruzzo, la Regione avrebbe dovuto intervenire subito, senza affidare la risposta ai soli eventuali aiuti provenienti da Roma.

  • Assestamento di bilancio alla Regione, Pepe (Pd): «76 milioni disponibili, ma zero risorse per le vere emergenze dell’Abruzzo»

    Assestamento di bilancio alla Regione, Pepe (Pd): «76 milioni disponibili, ma zero risorse per le vere emergenze dell’Abruzzo»

    È scontro politico sull’assestamento di bilancio regionale 2026/2028. A sollevare le critiche è il consigliere regionale del Partito Democratico Dino Pepe, che accusa la maggioranza di non aver destinato risorse sufficienti alle principali emergenze del territorio.

    Durante la discussione in Commissione, Pepe ha portato all’attenzione tre priorità: i ristori per i danni provocati dalla grandine, gli aiuti agli agricoltori colpiti da siccità e aumento dei costi energetici e la situazione delle Case di Riposo di Teramo, alle prese con difficoltà economiche.

    «A ieri – sostiene il consigliere dem – non c’era nemmeno un euro per chi soffre, produce o assiste le persone più fragili». Ora la palla passa alla Giunta e al Consiglio regionale convocato per il 4 agosto, chiamati a dare risposte sulle richieste avanzate dall’opposizione.

    Pepe punta il dito anche sulle scelte di spesa contenute nella manovra, contestando la presenza di fondi destinati a eventi, festival, trofei, expo e manifestazioni sportive: «Le risorse si trovano subito quando si tratta di vetrine e passerelle, mentre per le emergenze reali sembra non esserci disponibilità».

    Secondo il consigliere regionale del Pd, la distribuzione delle risorse evidenzierebbe una scala di priorità sbagliata: «Si preferisce finanziare iniziative di propaganda invece di sostenere cittadini, lavoratori e servizi sociali».

    Pepe annuncia battaglia in Aula e chiede che il bilancio regionale venga orientato verso interventi concreti per affrontare le difficoltà economiche e sociali che interessano l’Abruzzo. «Le risorse – conclude il consigliere – pubbliche devono servire a risolvere i problemi veri del territorio, non a finanziare passerelle».

  • Antonella D’Emilio giura da assessore: ecco le nuove deleghe e come cambia la Giunta

    Antonella D’Emilio giura da assessore: ecco le nuove deleghe e come cambia la Giunta

    Antonella D’Emilio è il nuovo assessore del Comune di Roseto degli Abruzzi. L’ex funzionaria amministrativa dell’ente, in pensione da alcuni mesi dopo quarant’anni di servizio, ha prestato giuramento questa mattina in Sala consiliare, entrando ufficialmente nella Giunta guidata dal sindaco Mario Nugnes.

    D’Emilio subentra a Zaira Sottanelli, che ha rassegnato le dimissioni dall’incarico. La nomina, espressione del gruppo Azione, porta con sé anche una redistribuzione delle deleghe all’interno dell’esecutivo comunale.

    Al nuovo assessore sono stati affidati Patrimonio, Personale e Rapporti con le Associazioni. Contestualmente, il sindaco Mario Nugnes ha deciso di trattenere la delega al Bilancio, finora assegnata a Zaira Sottanelli, mentre quella all’Ambiente passa all’assessore Gianni Mazzocchetti, che lascia invece il Patrimonio.

    Alla cerimonia erano presenti amministratori comunali e rappresentanti di Azione, tra cui il deputato e segretario regionale del partito Giulio Sottanelli e il segretario provinciale Alessio D’Egidio.

    Nel corso dell’incontro è stato rivolto un ringraziamento a Zaira Sottanelli per l’attività svolta durante il mandato, mentre alla nuova assessora sono stati formulati gli auguri di buon lavoro.

    «Abbiamo individuato una figura con una lunga esperienza all’interno della macchina comunale, che potrà dare un contributo importante in questa fase del mandato», ha dichiarato il sindaco Mario Nugnes.

    Antonella D’Emilio ha spiegato di aver accettato l’incarico con l’obiettivo di mettere a disposizione dell’amministrazione l’esperienza maturata negli anni di servizio all’interno del Comune. «Ho pensato di poter fare ancora qualcosa di concreto per la mia città», ha affermato.

    Con il nuovo ingresso, la maggioranza mantiene invariati gli equilibri politici e completa il riassetto della Giunta dopo l’uscita di Zaira Sottanelli.

  • Atri, nuovo affondo di Sinistra Italiana: “I cittadini meritano la verità sui conti”

    Atri, nuovo affondo di Sinistra Italiana: “I cittadini meritano la verità sui conti”

    ATRI – Negli ultimi giorni il confronto politico ad Atri si è acceso attorno ai conti del Comune e alla gestione amministrativa. Sinistra Italiana accusa la maggioranza di rispondere alle critiche con la propaganda, evitando di affrontare nel merito le questioni sollevate e costruendo una narrazione in cui chi dissente viene dipinto come un avversario della città. Al centro della polemica c’è soprattutto la situazione finanziaria dell’ente. Il movimento ricorda come, nei programmi elettorali del 2018 e del 2023 e nella relazione di fine mandato, l’amministrazione abbia più volte rivendicato il risanamento dei conti e una gestione definita sana ed equilibrata. Una versione che, secondo Sinistra Italiana, sarebbe stata smentita dagli interventi della Corte dei Conti e dall’emergere di un disavanzo milionario. Da qui la critica a quella che viene definita una continua modifica della narrazione ufficiale, passata dal presunto equilibrio dei bilanci alla ricerca di responsabilità esterne, tra crediti non riscossi, mancati pagamenti dei tributi e colpe attribuite alle amministrazioni del passato. Il partito sostiene che esistano oggi “due città”: quella descritta nei comunicati della maggioranza, dove tutto funziona, e quella reale, composta da cittadini che pagano regolarmente le tasse e chiedono trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche. Nel comunicato trova spazio anche una replica alle accuse di essere un “surrogato del Partito Democratico”, rivendicando invece un’identità politica autonoma e radicata in esperienze civiche, ambientaliste e associative. Infine, Sinistra Italiana critica il trasformismo politico di alcuni esponenti oggi schierati con la maggioranza e invita a un confronto basato sui fatti, sulle responsabilità amministrative e sul rispetto dell’intelligenza dei cittadini, chiamati a valutare con obiettività una situazione finanziaria che, secondo il movimento, continuerà a pesare sul futuro della città.

  • Roseto, salta la presentazione del candidato sindaco del centrodestra: mistero sull’annullamento lampo

    Roseto, salta la presentazione del candidato sindaco del centrodestra: mistero sull’annullamento lampo

    ROSETO DEGLI ABRUZZI. Doveva essere il momento dell’annuncio ufficiale, la fotografia di rito, le strette di mano e magari anche qualche slogan da campagna elettorale. Invece la conferenza stampa di presentazione del candidato sindaco del centrodestra per le prossime elezioni è sparita dal calendario nel giro di poche ore.

    L’appuntamento era fissato per domani, 1 agosto alle ore 10, al Lido Ohana di Roseto degli Abruzzi, ma con un comunicato stringato è arrivato il dietrofront: “Facendo seguito alla convocazione della conferenza stampa indetta per il giorno 1 agosto alle ore 10:00 presso il Lido Ohana di Roseto degli Abruzzi, con la presente si comunica che l’incontro con la stampa è annullato”.

    Poche righe, nessuna spiegazione, nessun motivo ufficiale. Una cancellazione che, inevitabilmente, apre il campo alle domande. Cosa è successo? È solo un rinvio tecnico oppure qualcosa si è inceppato proprio nel momento dell’annuncio?

    La conferenza avrebbe dovuto rappresentare il primo atto pubblico della coalizione composta da SiAmo Roseto, Fratelli d’Italia, Forza Roseto e Noi Moderati, con la presenza dei rispettivi coordinatori Vanessa Quaranta, Umberto Valentini, Antonio Norante ed Ermanno Di Loreto. Tutto pronto, quindi, o almeno così sembrava.

    Poi il colpo di scena: microfoni spenti, sedie vuote e candidatura ancora sotto coperta. Un piccolo giallo estivo che alimenta inevitabilmente curiosità e retroscena nel centrodestra rosetano.

    La domanda resta sospesa: la conferenza stampa è stata semplicemente rinviata o dietro l’annullamento dell’ultimo minuto c’è qualche nodo politico ancora da sciogliere? O è spuntato qualche altro candidato? Per ora nessuna risposta ufficiale. Il centrodestra prende tempo, mentre la campagna elettorale continua a regalare già i primi colpi di scena.