Notizie di Categoria: Provincia

  • Invecchiamento attivo, 19 progetti finanziati nel Teramano

    Invecchiamento attivo, 19 progetti finanziati nel Teramano

    Sono 19 i progetti finanziati in provincia di Teramo nell’ambito dell’avviso regionale dedicato al supporto all’invecchiamento attivo, per un investimento complessivo di circa 868mila euro.
    L’iniziativa rientra nel Programma Regionale FSE+ Abruzzo 2021-2027 e punta a migliorare il benessere e la partecipazione sociale della popolazione over 65.
    In tutta la regione sono stati finanziati 82 progetti, con risorse complessive pari a 3,8 milioni di euro. Ogni intervento dovrà coinvolgere almeno 30 persone over 65 e potrà avere una durata massima di 12 mesi. Il finanziamento previsto per ciascun progetto varia indicativamente tra 30mila e 50mila euro. L’obiettivo non è soltanto offrire servizi agli anziani, ma favorire un invecchiamento attivo, autonomo e partecipato. I progetti saranno orientati alla promozione del benessere, alla socializzazione e al rafforzamento delle relazioni all’interno delle comunità.
    Particolare attenzione sarà dedicata al contrasto della solitudine e dell’isolamento sociale, favorendo occasioni di incontro e partecipazione. Le iniziative potranno inoltre valorizzare il ruolo degli anziani nella vita sociale dei territori, attraverso attività culturali, ricreative e di comunità. La misura ha registrato una risposta particolarmente ampia: sono state 174 le proposte ammesse alla valutazione di merito, a fronte delle 82 finanziate. La provincia di Teramo conta quindi quasi un quarto degli interventi regionali, con 19 progetti finanziati. Lo stesso numero di progetti è stato assegnato anche alle province di Pescara e L’Aquila, mentre Chieti ne ha ottenuti 25. Per la Regione si tratta di un investimento sulla qualità della vita e sulla coesione sociale, oltre che sul ruolo attivo della popolazione anziana. Il programma punta infatti a trasformare l’età avanzata da possibile condizione di isolamento in una nuova fase di partecipazione e protagonismo sociale.
    Ora saranno i singoli progetti finanziati a tradurre questi obiettivi in attività concrete nei territori della provincia di Teramo.

    La graduatoria dei progetti approvati in provincia di Teramo
  • Atri, confronto con la Provincia sulle criticità della viabilità: sopralluogo sulla SP 27

    Atri, confronto con la Provincia sulle criticità della viabilità: sopralluogo sulla SP 27

    ATRI – Si è svolto ad Atri un incontro tra il consigliere comunale Alessandro Graziosi, il presidente della Provincia di Teramo Camillo D’Angelo e la consigliera provinciale Gabriella Recchiuti, delegata all’edilizia scolastica e alla viabilità del IV nucleo.
    Al centro del confronto le principali problematiche delle strade provinciali che interessano il territorio comunale, raccolte attraverso il lavoro del consigliere Graziosi, di Giammarco Marcone e della struttura locale di Azione. Nel corso della riunione sono state analizzate le condizioni della SP 30 Atri–Treciminiere, della SP 77 di contrada Cagno e della SP 28 Atri–Pineto.
    Per quest’ultima arteria risultano già stanziate risorse con una prima fase di lavori prevista nel 2026 e il completamento programmato nel 2027. Particolare attenzione è stata dedicata alla SP 27 di Santa Margherita, interessata da fenomeni franosi che hanno compromesso la sicurezza del collegamento con le frazioni di Santa Margherita e Casoli di Atri.


    Durante il sopralluogo sono stati verificati direttamente i punti maggiormente critici, con la presenza di dissesti e residui delle precedenti frane lungo la carreggiata. È stata condivisa la necessità di procedere con priorità agli interventi sulla provinciale, accelerando i passaggi tecnici e amministrativi necessari. La consigliera Recchiuti ha assicurato il proprio impegno nel seguire l’evoluzione della situazione insieme alla Provincia.


    L’incontro ha rappresentato anche un’occasione per mantenere alta l’attenzione sulle altre criticità della viabilità segnalate nel territorio atriano. «Abbiamo chiesto un confronto direttamente ad Atri perché il territorio possa avere il peso e l’attenzione che merita nelle scelte provinciali», ha dichiarato Graziosi. Il consigliere ha sottolineato l’importanza di verificare sul posto le condizioni delle infrastrutture, evidenziando la necessità di interventi concreti e tempestivi. «La SP 27 di Santa Margherita richiede priorità e continueremo a seguire anche le altre criticità della viabilità atriana», ha affermato Recchiuti.

    La Provincia ha ribadito l’importanza di un rapporto diretto con le amministrazioni e le realtà locali per individuare le esigenze più urgenti. Il confronto ha confermato la volontà di proseguire il dialogo istituzionale sulle problematiche legate alla sicurezza stradale. L’obiettivo indicato è quello di trasformare le segnalazioni raccolte sul territorio in interventi programmati e soluzioni operative. Azione Atri ha annunciato che continuerà a monitorare il percorso avviato, mantenendo alta l’attenzione sulla viabilità comunale e sulle esigenze delle frazioni e delle attività produttive.

  • SP29B, la Provincia dispone la riapertura: da oggi torna percorribile in via provvisoria

    SP29B, la Provincia dispone la riapertura: da oggi torna percorribile in via provvisoria

    SILVI – La Provincia di Teramo ha disposto la riapertura della SP29B, chiusa al traffico nei mesi scorsi, con un’ordinanza firmata oggi dal dirigente dell’Ufficio tecnico Francesco Ranieri. Il provvedimento annulla la precedente ordinanza di chiusura e stabilisce la riapertura della strada a partire dalle ore 15 di oggi 21 luglio. La riapertura viene definita “provvisoria, sperimentale e condizionata”. Il sindaco di Silvi, Andrea Scordella, ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto, ricordando che il Comune aveva proposto già dieci mesi fa una soluzione analoga a quella ora adottata. Scordella ha sottolineato di aver seguito costantemente l’evolversi della vicenda, sollecitando gli enti coinvolti a rispettare gli impegni assunti nell’accordo del 26 giugno. Il sindaco ha evidenziato che la Regione ha completato l’installazione dei sensori di monitoraggio, mentre la Provincia ha rimosso terra e detriti dal tratto interessato. La nuova ordinanza consente quindi il ripristino della circolazione sulla provinciale. L’amministrazione comunale considera la riapertura un primo importante traguardo, pur ribadendo il carattere temporaneo della soluzione. Restano infatti da attuare gli interventi previsti nel verbale sottoscritto a giugno, con responsabilità condivise tra enti pubblici e soggetti privati. Il Comune assicura che continuerà a monitorare la situazione e a vigilare sul rispetto degli impegni programmati.

    Il presidente della Provincia di Teramo Camillo D’Angelo

    Immagini della frana

  • Meno giovani, più anziani: la crisi demografica cambia il volto della provincia di Teramo

    Meno giovani, più anziani: la crisi demografica cambia il volto della provincia di Teramo

    NB – Sono presenti tabelle aggiornate

    La provincia di Teramo si trova di fronte a una delle sfide più importanti del prossimo futuro: contrastare lo spopolamento, un fenomeno che interessa soprattutto le aree interne e i piccoli comuni, ma che sta modificando gli equilibri dell’intero territorio. I dati demografici confermano una tendenza ormai consolidata: meno nascite, aumento dell’età media e giovani che scelgono sempre più spesso di trasferirsi altrove per motivi di studio o lavoro.

    Secondo le rilevazioni demografiche disponibili, la provincia teramana conta poco più di 300 mila residenti distribuiti in 47 comuni, con una forte differenza tra le località costiere, che riescono a mantenere maggiore attrattività, e i centri montani e collinari, dove il calo della popolazione è più evidente.

    Il fenomeno riguarda in particolare i piccoli borghi dell’entroterra, dove la perdita di abitanti rischia di trasformarsi in una spirale difficile da interrompere: meno residenti significa meno servizi, meno attività commerciali, minore presenza di scuole e maggiore difficoltà nel mantenere vivi i territori. L’Istat evidenzia come proprio i comuni delle aree interne siano quelli maggiormente esposti ai processi di spopolamento e invecchiamento demografico.

    Le conseguenze sono molteplici. La prima riguarda il sistema economico: la riduzione della popolazione attiva comporta una minore disponibilità di forza lavoro e un indebolimento del tessuto produttivo locale. A questo si aggiunge il rischio di impoverimento sociale, con anziani sempre più isolati e giovani costretti a cercare opportunità lontano dal proprio paese.

    Anche il patrimonio storico e ambientale rischia di essere compromesso. Borghi, tradizioni, attività artigianali e identità locali possono perdere vitalità se non vengono sostenuti da nuove generazioni pronte a viverli e investirci.

    Invertire la rotta non è semplice, ma alcune strategie possono contribuire a rallentare il fenomeno. Tra le priorità ci sono il potenziamento dei servizi essenziali, collegamenti più efficienti, incentivi per chi decide di abitare nei piccoli comuni, sostegno alle imprese locali e politiche capaci di creare occupazione stabile.

    Un ruolo importante può essere giocato anche dal turismo sostenibile, dalla valorizzazione delle eccellenze agricole e artigianali e dalla possibilità di attrarre nuovi residenti attraverso il lavoro da remoto e il recupero degli immobili inutilizzati.

    Per la provincia di Teramo la sfida è trasformare il rischio di abbandono in una nuova opportunità di rinascita. Servono però programmazione, investimenti e una visione condivisa tra istituzioni, imprese e comunità locali. Perché salvare i piccoli centri significa difendere non solo il numero degli abitanti, ma la storia e il futuro dell’intero territorio.

    una prima graduatoria dei comuni della provincia di Teramo maggiormente colpiti dal calo demografico nell’ultimo decennio (circa 2014-2024). I dati sono ricavati dalle serie della popolazione residente basate su dati ISTAT; per alcuni piccoli comuni il fenomeno è particolarmente evidente perché si sommano bassa natalità, invecchiamento e migrazione dei giovani.

    Posizione Comune Tendenza 2014-2024 Calo stimato Fenomeno prevalente
    1 Pietracamela Forte diminuzione oltre -15% spopolamento montano, pochi residenti stabili
    2 Fano Adriano Forte diminuzione oltre -15% popolazione anziana e riduzione dei servizi
    3 Crognaleto Forte diminuzione circa -10/-15% territorio vasto, frazioni isolate
    4 Castelli Forte diminuzione circa -10/-15% effetti del sisma, difficoltà di ripresa
    5 Cortino Diminuzione costante circa -10% calo delle famiglie e invecchiamento
    6 Valle Castellana Diminuzione significativa circa -10% isolamento e distanza dai servizi
    7 Arsita Calo strutturale circa -8/-10% perdita di giovani residenti
    8 Bisenti Calo progressivo circa -8/-10% riduzione popolazione attiva
    9 Montefino Calo demografico circa -8% piccolo centro collinare
    10 Castiglione Messer Raimondo Calo moderato circa -7/-8% spostamento verso centri più grandi

     

    I comuni che hanno resistito meglio

    La situazione cambia nella fascia costiera, dove turismo, servizi e maggiore disponibilità lavorativa hanno favorito una maggiore tenuta demografica. Tra i comuni con maggiore capacità attrattiva troviamo:

    Comune Situazione demografica recente
    Martinsicuro crescita o sostanziale stabilità
    Silvi buona tenuta grazie alla posizione costiera
    Pineto maggiore capacità attrattiva residenziale
    Roseto degli Abruzzi presenza stabile di servizi e abitanti
    Giulianova polo urbano e commerciale di riferimento
  • Ponte ciclopedonale sul Salinello, lavori conclusi: la riapertura ora passa ai Comuni

    Ponte ciclopedonale sul Salinello, lavori conclusi: la riapertura ora passa ai Comuni

    TERAMO – I lavori di manutenzione del ponte ciclopedonale sul fiume Salinello sono terminati. La Provincia di Teramo ha trasmesso ai Comuni di Giulianova e Tortoreto tutta la documentazione che certifica la conclusione dell’intervento e la dichiarazione di transitabilità dell’infrastruttura.

    A questo punto la riapertura del collegamento tra i due centri costieri dipenderà esclusivamente dalle ordinanze che dovranno essere adottate dalle amministrazioni comunali, proprietarie del ponte.

    Come stabilito nel verbale sottoscritto da tutti gli enti coinvolti, infatti, le competenze amministrative e manutentive dell’opera spettano ai Comuni. A ribadirlo è il consigliere provinciale con delega alla Viabilità, Paolo Tribuiani, che ricorda il ruolo svolto dall’ente provinciale nella gestione della vicenda.

    «La Provincia – sottolinea – ha agito con spirito di piena collaborazione, promuovendo un tavolo tecnico che si è riunito quattro volte per consentire agli enti interessati di confrontarsi e assumere decisioni condivise».

    Tribuiani evidenzia inoltre che, con la conclusione dei lavori, la Provincia ha esaurito il proprio compito, ricordando ancora una volta che il ponte non rientra tra le infrastrutture di sua competenza.

    Il consigliere richiama infine l’attenzione sulla necessità di programmare la manutenzione dell’intera rete ciclopedonale della costa abruzzese, inserita nel progetto regionale Bike to Coast.

    «Queste infrastrutture – osserva – richiedono controlli costanti e, in alcuni casi, interventi di riqualificazione importanti. Serve una pianificazione tempestiva per evitare che situazioni come la chiusura del ponte sul Salinello possano ripetersi, soprattutto durante la stagione estiva, quando il collegamento è particolarmente utilizzato da residenti e turisti».

  • Delfico, a fine luglio la Conferenza di servizi. Restano aperti i nodi su sicurezza e patrimonio storico

    Delfico, a fine luglio la Conferenza di servizi. Restano aperti i nodi su sicurezza e patrimonio storico

    TERAMO – Potrebbe essere convocata entro la fine di luglio la Conferenza di servizi chiamata a esaminare il progetto definitivo per il recupero del Convitto Delfico e del Liceo Montauti. È la novità emersa dal Tavolo permanente istituito dalla Provincia di Teramo, che riunisce tutti i soggetti coinvolti nella vicenda: Comune, Ufficio scolastico provinciale, dirigenti scolastici, rappresentanti di docenti, studenti e famiglie.

    L’obiettivo è accelerare l’iter che porterà all’avvio dei lavori di miglioramento sismico dello storico edificio di piazza Dante, chiuso dopo il sequestro disposto dalla magistratura. L’intervento, dal valore di circa 20 milioni di euro, sarà realizzato da Invitalia.

    Il presidente della Provincia, Camillo D’Angelo, ha ripercorso le interlocuzioni con ATI Project, incaricata della progettazione, spiegando che il progetto è stato modificato più volte per recepire le osservazioni della comunità scolastica.

    «Molte richieste sono condivisibili, ma non rientrano nell’incarico affidato ai progettisti, limitato all’adeguamento antisismico. Confidiamo che la Conferenza di servizi possa accoglierne almeno una parte come prescrizioni», ha detto.

    Dopo l’approvazione del progetto definitivo, ATI Project avrà 60 giorni per redigere il progetto esecutivo. Solo successivamente l’Ufficio speciale per la ricostruzione potrà autorizzare l’avvio del cantiere, affidato all’impresa Salvatore Lucci di Napoli.

    Nel confronto sono emerse anche le questioni che richiedono risposte in tempi brevi. Da un lato, la necessità di garantire una maggiore sicurezza al palazzo di piazza Dante, teatro negli ultimi mesi di ripetute intrusioni. La Provincia ha già attivato un servizio di vigilanza privata, mentre dal Tavolo è arrivata la proposta di installare un impianto di videosorveglianza.

    L’altro tema riguarda il futuro del patrimonio storico del Delfico: libri antichi, quadri, arredi e documenti di pregio dovranno essere trasferiti durante i lavori. L’ipotesi, condivisa con il Comune, è quella di individuare uno spazio dove custodirli e renderli fruibili al pubblico, mantenendo vivo il legame tra uno dei simboli della cultura teramana e la città.

    Dal Tavolo è arrivato infine anche l’appello della dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Clara Moschella, affinché le osservazioni avanzate dalle scuole trovino adeguato spazio nel progetto definitivo, nel rispetto dei principi di partecipazione e coprogettazione che devono accompagnare la realizzazione delle scuole del futuro.

  • Melozzi rilancia da Teramo: “La Notte dei Serpenti è un progetto per far rinascere il territorio”

    Melozzi rilancia da Teramo: “La Notte dei Serpenti è un progetto per far rinascere il territorio”

    Non solo musica, ma un progetto di rinascita culturale e sociale per l’Abruzzo. È questo il messaggio lanciato da Enrico Melozzi nel corso della conferenza stampa ospitata ieri mattina nella sede della Provincia di Teramo, dedicata alla Notte dei Serpenti, il grande evento in programma il 25 luglio allo Stadio del Mare di Pescara, che sarà registrato da Rai 1 per la successiva messa in onda in prima serata.

    Accanto al maestro erano presenti le coriste della manifestazione, il cantastorie Roppoppò, il regista Walter Nanni e il fisarmonicista Danilo Di Paolonicola. All’incontro hanno partecipato anche il presidente della Provincia Camillo D’Angelo, il vicepresidente Giuseppe Marziani, l’amministratore delegato di Baltour Agostino Ballone e la dirigente del Convitto Delfico Daniela Baldassarre.

    Quest’anno le prove dello spettacolo, aperte gratuitamente al pubblico, si svolgono a Teramo, città natale di Melozzi. Le coriste sono ospitate negli spazi del Convitto Delfico grazie alla collaborazione tra Provincia e istituto scolastico, mentre Baltour garantisce i trasferimenti.

    Ma la conferenza è stata soprattutto l’occasione per riflettere sul futuro della città. «Quando ho immaginato la Notte dei Serpenti non pensavo a un semplice concerto, ma a un progetto capace di lasciare un segno sul territorio», ha spiegato Melozzi, chiedendo di accelerare la ricostruzione e la riapertura dei principali luoghi della cultura teramana: dal Teatro al Conservatorio, dal Museo alla Sala Polifunzionale fino allo stesso Delfico.

    «Dobbiamo restituire ai cittadini il cuore della città», ha detto. Un appello condiviso dal presidente della Provincia, Camillo D’Angelo, che ha denunciato i ritardi nella ricostruzione delle scuole e degli edifici pubblici.

    «Se gli istituti saranno riconsegnati tra dieci anni, il territorio rischia di perdere una generazione di giovani», ha affermato, ribadendo la necessità di restituire agli studenti spazi moderni e funzionali.

    In chiusura, D’Angelo ha voluto rendere omaggio al lavoro del maestro teramano: «Ci vorrebbero dieci, cento, mille Melozzi per far sentire la propria voce e combattere per la rinascita della nostra terra». Un elogio a chi, attraverso la cultura, prova a trasformare un evento in un’opportunità di crescita per tutto il territorio.

    Le coriste della Notte dei Serpenti in Provincia

  • Patrimonio culturale e giovani: la provincia di Teramo seconda in Abruzzo per presenza di musei dedicati ai minori

    Patrimonio culturale e giovani: la provincia di Teramo seconda in Abruzzo per presenza di musei dedicati ai minori

    La provincia di Teramo si conferma tra i territori abruzzesi con la maggiore disponibilità di musei destinati, almeno potenzialmente, ai più giovani. È quanto emerge da un’analisi di Openpolis, elaborata su dati Istat, che mette in relazione il numero delle strutture culturali con la popolazione residente tra 0 e 17 anni.

    Secondo lo studio, il Teramano dispone di circa cinque musei ogni 10mila minori, un dato in linea con la media regionale di 5,9 e che colloca la provincia al secondo posto in Abruzzo, insieme a Chieti, alle spalle dell’Aquila, che supera i dieci musei ogni 10mila giovani residenti.

    Per Openpolis la presenza di musei rappresenta un’importante opportunità educativa, poiché favorisce l’apprendimento, la conoscenza del territorio e la crescita culturale dei ragazzi anche al di fuori della scuola. Tuttavia, la semplice disponibilità delle strutture non garantisce automaticamente la loro effettiva fruizione.

    Anche nel Teramano, infatti, l’accesso ai musei è influenzato da diversi fattori, tra cui le condizioni economiche delle famiglie, i collegamenti con le strutture, l’offerta di attività didattiche e la collaborazione tra musei e istituti scolastici. A livello nazionale, i dati evidenziano inoltre come i minori provenienti da contesti economicamente più fragili visitino i musei con una frequenza nettamente inferiore rispetto ai loro coetanei.

    Lo studio sottolinea anche la necessità di rafforzare il rapporto tra musei e scuola. Se la maggior parte delle strutture organizza visite guidate, sono ancora meno della metà quelle che propongono laboratori didattici strutturati o collaborazioni continuative con gli istituti.

    Per la provincia di Teramo, dunque, la sfida non riguarda soltanto la conservazione del patrimonio culturale, ma anche la capacità di renderlo realmente accessibile e coinvolgente per bambini e adolescenti, trasformando i musei in luoghi di crescita, formazione e inclusione sociale.

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  • Frana sulla SP 56 a Colonnella, in arrivo la relazione del geologo

    Frana sulla SP 56 a Colonnella, in arrivo la relazione del geologo

    COLONNELLA – Proseguono le verifiche sulla Strada Provinciale 56, in località Civita, chiusa al traffico dalla fine di marzo a causa di un importante smottamento del piano viabile provocato dalle eccezionali piogge che tra marzo e aprile hanno colpito il territorio teramano.

    La situazione è stata al centro di una riunione svoltasi ieri mattina nella sede della Provincia di Teramo. Il presidente Camillo D’Angelo, affiancato dal dirigente del settore Viabilità Francesco Ranieri, ha incontrato il sindaco di Colonnella Giorgio Massi, gli assessori Elia Grasso e Giorgia Piccione, i tecnici comunali e il geologo Giovanni Marrone, incaricato delle indagini sul dissesto.

    A differenza di quanto avvenuto sulla Provinciale 29/B di Silvi, nel caso della SP 56 il movimento franoso avrebbe origine direttamente dal corpo stradale e interessa il versante sottostante. Secondo le prime verifiche, il piano viabile ha subito un abbassamento di oltre 15 centimetri, segnale della gravità del fenomeno.

    «Fin dal primo sopralluogo – ha dichiarato il presidente D’Angelo – è apparso evidente che si tratta di una frana significativa. Il nostro obiettivo è riaprire la strada almeno a senso unico alternato con un intervento provvisorio, se le condizioni tecniche lo consentiranno».

    Entro una settimana è attesa la relazione del geologo, documento che consentirà di definire la natura del dissesto e di individuare la soluzione progettuale più idonea. La Provincia ha confermato che si farà carico dei lavori, trattandosi di un cedimento che interessa direttamente un’infrastruttura di propria competenza.

    D’Angelo ha infine ricordato come, a seguito degli eventi calamitosi della scorsa primavera, l’ente abbia già rendicontato 165 interventi di somma urgenza per un ammontare complessivo di 46 milioni di euro di danni alla rete viaria provinciale, in attesa delle risorse da parte della Regione.