Notizie di Categoria: Regione

  • Sanità, Dino Pepe: «Il diritto alla salute rischia di diventare un privilegio»

    Sanità, Dino Pepe: «Il diritto alla salute rischia di diventare un privilegio»

    Il diritto alla salute rischia di diventare sempre più difficile da garantire, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione. A lanciare l’allarme è il consigliere regionale Dino Pepe, che richiama l’attenzione sulle difficoltà di accesso alle cure in Abruzzo e nel resto d’Italia.
    Secondo i dati citati da Pepe, oltre 6 milioni di italiani rinuncerebbero oggi a cure, controlli e terapie, mentre in Abruzzo sarebbero oltre 160mila le persone coinvolte.
    Nel 2024, secondo il consigliere, la quota regionale avrebbe raggiunto il 12,6% della popolazione.
    A pesare, nella sua analisi, sarebbero soprattutto le liste d’attesa e le difficoltà strutturali del Servizio sanitario nazionale. Pepe contesta inoltre l’impatto economico delle nuove disposizioni relative al Nomenclatore delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e protesica. Il nuovo sistema tariffario nazionale è stato definito con decreto del Ministero della Salute del 25 novembre 2024.
    Il consigliere sostiene che l’aumento dei costi di alcune prestazioni rischi di gravare ulteriormente sulle famiglie. «È del tutto inaccettabile che si scarichi il peso dei bilanci pubblici sulle spalle di chi già stenta ad accedere ai servizi essenziali», dichiara Pepe. Nel mirino finiscono anche le liste d’attesa, per le quali il consigliere chiede un piano straordinario di intervento. Pepe sollecita il Governo e il Ministero della Salute a rivedere quelli che definisce «rincari insostenibili». La richiesta è accompagnata dall’invito a rafforzare gli investimenti nella sanità territoriale e nei servizi di prevenzione. L’obiettivo indicato dal consigliere è garantire l’accesso alle cure in modo uniforme e senza che le condizioni economiche diventino un ostacolo. La questione delle tariffe si inserisce nel più ampio processo di aggiornamento dei nomenclatori e delle prestazioni del Servizio sanitario nazionale. Per Pepe, quindi, la priorità resta quella di riportare il diritto alla salute al centro delle politiche sanitarie nazionali e regionali.

  • Giunta regionale, via libera a nuovi interventi: risorse per infrastrutture, agricoltura, sanità e sviluppo

    Giunta regionale, via libera a nuovi interventi: risorse per infrastrutture, agricoltura, sanità e sviluppo

    La Giunta regionale ha dato oggi il via libera al riutilizzo di 130.787,72 euro di economie per completare e potenziare l’acquedotto duale dell’area artigianale di Sant’Agnese, a Città Sant’Angelo. Le risorse finanzieranno adeguamento degli scavi, consolidamento delle strutture, potenziamento degli impianti idrico e irriguo ed estensione della rete a servizio delle attività produttive.
    Contro gli effetti della siccità arriva inoltre un aumento del 50% del carburante agricolo agevolato destinato all’irrigazione di specifiche colture su tutto il territorio regionale. Le aziende interessate dovranno presentare la richiesta attraverso AbruzzoFarmer entro il 15 dicembre 2026.
    Approvato anche l’accordo con il Parco Nazionale della Maiella per mettere in sicurezza e potenziare l’Area faunistica del Lupo di Pretoro. Per l’intervento sono stati stanziati 24.460,91 euro, destinati alla gestione di esemplari feriti, problematici o non più reintroducibili in natura.
    Al via il programma 2026-2027 di sorveglianza su fitovirus e nematodi nocivi nei bacini agricoli della provincia dell’Aquila, con un investimento di 140mila euro.
    La Giunta ha inoltre approvato l’accordo con l’Università “G. d’Annunzio” per l’attuazione del Piano operativo sull’Enoturismo in Abruzzo nel triennio 2026-2028.
    Il progetto prevede analisi, strategie territoriali, attività di comunicazione e promozione e monitoraggio, con un finanziamento regionale di 150mila euro.
    Per l’Aeroporto d’Abruzzo arrivano 4,9 milioni di euro destinati al risanamento delle pavimentazioni dell’area di manovra e all’adeguamento delle superfici di sicurezza della pista.
    Il nuovo intervento sostituisce i precedenti progetti relativi al parcheggio multipiano e all’impianto fotovoltaico.
    A Sant’Egidio alla Vibrata sarà possibile riservare fino al 15% degli alloggi ERP alle emergenze abitative, con assegnazioni provvisorie della durata massima di due anni.
    Garantita inoltre la continuità amministrativa nel trasporto pubblico con un incarico dirigenziale ad interim della durata di sei mesi, in vista delle procedure di affidamento previste entro fine 2026.
    Definiti anche nuovi incarichi dirigenziali per i Servizi regionali “Supporto Specialistico all’Agricoltura”, “Personale” e “Supporto economico amministrativo”.
    Una dirigente regionale è stata assegnata al Dipartimento Territorio-Ambiente dopo il rientro dalla struttura commissariale per la ricostruzione dell’isola d’Ischia.
    Per il 2027 prende forma la prima iniziativa promozionale dedicata all’artigianato: gli “Stati Generali della Moda – Mode in Abruzzo”, previsti tra aprile e maggio con un investimento di 160mila euro.
    Con “DesTEENazione” servizi sociali e Centri per l’impiego faranno rete per offrire orientamento, tirocini e accompagnamento al lavoro ai giovani tra 16 e 21 anni, con priorità a chi non studia e non lavora. Infine, valutazione positiva per la rimodulazione della Casa di cura Spatocco, senza aumento dei posti letto complessivi, nuovi punti di erogazione o modifiche ai budget contrattuali.

  • Tumori, l’altra emergenza è il costo delle cure: in Abruzzo 303 famiglie chiedono aiuto

    Tumori, l’altra emergenza è il costo delle cure: in Abruzzo 303 famiglie chiedono aiuto

    Il dato che arriva dall’Abruzzo racconta quanto il cancro continui a rappresentare un peso non solo sanitario, ma anche economico e sociale per migliaia di famiglie. Sono infatti 303 le richieste risultate ammissibili nell’ultimo avviso regionale destinato a sostenere le spese affrontate dai pazienti oncologici e dai loro familiari. La Regione aveva messo a disposizione 200 mila euro per contribuire alle spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute nel 2025 durante i percorsi di cura. Una misura che quest’anno ha registrato una partecipazione senza precedenti, tanto da superare nettamente le 170 istanze finanziabili dell’anno precedente.

    Alla fine, però, le risorse disponibili consentiranno di finanziare 240 famiglie. Restano quindi 63 nuclei che, pur avendo i requisiti previsti dal bando, non potranno essere sostenuti con l’attuale dotazione economica.

    «Quest’anno l’avviso ha ottenuto un riscontro senza precedenti», sottolinea l’assessore regionale alle Politiche sociali Roberto Santangelo, evidenziando come la crescita delle richieste rappresenti anche un segnale della maggiore attenzione dei cittadini verso gli strumenti di sostegno.

    Il dato non equivale, naturalmente, a un conteggio dei nuovi tumori diagnosticati in Abruzzo. Racconta però una parte del problema: quella delle persone che, una volta ricevuta la diagnosi, devono affrontare anche costi indiretti legati alle cure. L’avviso regionale riguarda infatti non soltanto i malati oncologici, ma anche le persone trapiantate o in attesa di trapianto. Il contributo copre dal 50% al 100% delle spese ammissibili, con un tetto di 2 mila euro per domanda che sale a 3 mila euro quando il rimborso riguarda paziente e familiare.

    Il quadro nazionale conferma quanto sia ormai rilevante il numero delle persone che convivono con una diagnosi di tumore: le stime AIOM indicano circa 390 mila nuove diagnosi in Italia nel 2025, mentre cresce il numero dei pazienti che vivono dopo la malattia. Per l’Abruzzo, dunque, la sfida non riguarda soltanto la cura della malattia, ma anche la capacità di sostenere concretamente pazienti e famiglie lungo percorsi spesso lunghi e costosi. Ed è proprio su questo fronte che la Regione potrebbe essere chiamata a fare uno sforzo ulteriore. Santangelo ha infatti annunciato che verrà verificata la possibilità di aumentare il budget, con l’obiettivo di riuscire a soddisfare tutte le 303 richieste risultate ammissibili.

  • Abruzzo “da record”, tra il trionfalismo della politica e i conti reali delle famiglie

    Abruzzo “da record”, tra il trionfalismo della politica e i conti reali delle famiglie

    Ascoltando i toni entusiastici del governatore Marsilio (servizio del Tg3 Regione, “I dati dell’economia regionale”), l’Abruzzo sembrerebbe essere diventato la nuova locomotiva d’Italia. I comunicati istituzionali dipingono un quadro patinato: PIL in forte ripresa, un “balzo dell’export” che vola oltre il +23% grazie all’automotive e un tasso di disoccupazione ai minimi storici. Un racconto trionfalistico che celebra la regione come un modello capace di trainare il Mezzogiorno. Ma quanta di questa ricchezza scende davvero nelle tasche dei cittadini?

    Se si abbandona la propaganda delle percentuali aggregate e si consultano i report Istat e le elaborazioni territoriali, come quelle del network Openpolis, la narrazione dorata comincia a mostrare profonde crepe. I dati ufficiali dicono che circa il 10% delle famiglie abruzzesi si trova tuttora in condizione di povertà relativa, mentre l’ultimo rapporto Istat sulle condizioni di vita conferma come oltre il 22% della popolazione nazionale, con incidenze ancora superiori nel Sud, resti esposto al rischio di povertà o esclusione sociale. L’occupazione cresce, è vero, ma spesso si tratta di lavoro frammentato o a basso reddito, incapace di compensare l’erosione salariale degli ultimi anni.

    La forbice tra la retorica dei successi macroeconomici e la quotidianità è rappresentata dall’aumento del costo del carrello della spesa e della benzina. Nonostante il rallentamento dell’inflazione generale, i beni alimentari di prima necessità continuano ad accumulare i rincari degli anni passati. La distanza tra la retorica dei record e il portafoglio delle persone diventa lampante al momento del pieno d’auto. Le rilevazioni dell’Ufficio Studi CGIA stimano per l’Abruzzo una stangata sui carburanti da oltre 350 milioni di euro in più, mentre i listini alla pompa continuano a registrare aumenti consistenti sui prezzi medi nazionali. In una regione segnata da aree interne e trasporti pubblici spesso limitati, dove l’automobile è indispensabile per muoversi, fare rifornimento trasforma ogni spostamento di lavoro in un salasso per il bilancio domestico, annullando nei fatti i presunti vantaggi della “crescita record”.

    Il contrasto appare stridente. Da un lato il trionfalismo di palazzo, che sventola i dati macroeconomici come trofei elettorali; dall’altro la realtà di famiglie che affrontano quotidiani sacrifici tra le bollette, la spesa al supermercato e il pieno alla pompa di benzina. L’Abruzzo cresce sulla carta nei report delle grandi società di consulenza, ma finché gli indici contabili non si tradurranno in un effettivo aumento del potere d’acquisto, i primati sbandierati resteranno soltanto un grande esercizio di propaganda.

  • Gare deserte, ma l’elisoccorso resta operativo: la Regione rassicura

    Gare deserte, ma l’elisoccorso resta operativo: la Regione rassicura

    Non ci sarà alcuna interruzione del servizio di elisoccorso del 118 in Abruzzo. A precisarlo è il Dipartimento Sanità della Regione, dopo che sono andate deserte due procedure di gara gestite da AreaCom. Nelle more del nuovo affidamento, è stata definita una riorganizzazione delle attività per garantire la piena operatività delle basi dell’Aquila e di Pescara. Il servizio sarà assicurato con i mezzi dell’attuale operatore e attraverso un sistema integrato con le Regioni limitrofe. Hanno dato la propria disponibilità Lazio, Marche e Umbria, insieme a Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza. Le centrali operative del 118 dovranno attenersi ai protocolli definiti dai responsabili delle due basi Hems.
    L’obiettivo è assicurare, per ogni intervento, l’impiego dell’elicottero più idoneo. Una soluzione che punta anche a migliorare l’efficienza dei soccorsi e ridurre i tempi di assistenza sanitaria. Nel frattempo AreaCom sta perfezionando un affidamento ponte della durata di tre anni. L’incarico sarà affidato agli operatori che hanno manifestato la disponibilità a garantire il servizio.
    La successiva contrattualizzazione sarà effettuata dalla Asl di Pescara nei prossimi giorni. La Regione interviene anche sulle condizioni economiche della precedente procedura andata deserta. Secondo il Dipartimento Sanità, sono state apportate modifiche per favorire la partecipazione degli operatori del settore. Nella definizione delle nuove condizioni sono stati recepiti anche i suggerimenti degli operatori interessati. Tra le novità figurano gli adeguamenti tariffari. Le tariffe sono state allineate a quelle già applicate dalle altre Regioni nelle gare aggiudicate negli ultimi mesi. La Regione assicura quindi la continuità del servizio nelle due basi abruzzesi.
    Il nuovo affidamento dovrà ora completare l’iter amministrativo per garantire la prosecuzione del servizio di elisoccorso.

  • TUA, treni soppressi per quattro giorni: la FILT CGIL denuncia carenze di personale

    TUA, treni soppressi per quattro giorni: la FILT CGIL denuncia carenze di personale

    Dopo le criticità registrate ad agosto, la Divisione Ferroviaria di TUA torna al centro delle proteste sindacali per nuove soppressioni di servizi. Secondo la FILT CGIL Abruzzo Molise, i disservizi si protraggono da quattro giorni e sarebbero il sintomo di problemi organizzativi che il sindacato denuncia da tempo. Nel mirino ci sono soprattutto organici insufficienti, carenze di personale e difficoltà nella programmazione dei turni. «Non possiamo permettere che l’emergenza contingente diventi un alibi per nascondere problemi strutturali», sostiene l’organizzazione sindacale.
    La FILT CGIL segnala in particolare la carenza di macchinisti e capitreno, che avrebbe contribuito alla soppressione di diversi collegamenti ferroviari. Il sindacato parla inoltre del mancato reintegro del personale andato in pensione e della mancata sostituzione di figure necessarie alla gestione del servizio. Il 16 settembre, per il quarto giorno consecutivo, sarebbero stati cancellati i collegamenti Pescara-Roma Tiburtina delle 10.10 e Roma Tiburtina-Pescara delle 18.15.
    «Non stiamo parlando di un collegamento con una piccola frazione. Stiamo parlando della Capitale», sottolinea la FILT CGIL. A risentirne, secondo il sindacato, sono pendolari, studenti e lavoratori, ma anche i turisti che utilizzano il trasporto ferroviario per raggiungere l’Abruzzo. La FILT CGIL denuncia inoltre una situazione di mancato confronto con l’azienda, nonostante le richieste di convocazione avanzate nei mesi scorsi. Nel mirino anche la decisione aziendale di disdettare un accordo relativo ai limiti della guida giornaliera. Secondo il sindacato, la scelta avrebbe aumentato il ricorso allo straordinario a carico del personale viaggiante.
    «Anziché affrontare le criticità attraverso il confronto con le rappresentanze dei lavoratori, l’Azienda interviene unilateralmente», sostiene la FILT CGIL. L’organizzazione chiede quindi nuove assunzioni, investimenti e il reintegro del personale necessario a garantire la continuità del servizio. «I pendolari non possono continuare a essere lasciati a piedi», afferma il sindacato, chiedendo risposte anche alla politica regionale. La FILT CGIL sollecita inoltre una programmazione strutturale che superi la gestione delle emergenze e garantisca maggiore affidabilità al servizio ferroviario. «Ora basta parole e silenzi: serve un confronto e servono risposte, ma soprattutto soluzioni», conclude il sindacato. Le accuse e le richieste contenute nel comunicato restano ora in attesa di un eventuale riscontro da parte di TUA e delle istituzioni competenti.

  • Sempre meno studenti: l’Abruzzo perde 3.527 alunni e teme la chiusura dei plessi

    Sempre meno studenti: l’Abruzzo perde 3.527 alunni e teme la chiusura dei plessi

    Meno studenti significa meno classi, meno scuole e, soprattutto nei piccoli centri, il rischio di perdere servizi fondamentali per la comunità. È questo uno degli effetti più evidenti del progressivo calo della popolazione scolastica abruzzese.
    Nell’anno scolastico 2026/2027 gli alunni sono 154.905, contro i 158.432 dell’anno precedente: in dodici mesi si sono persi 3.527 studenti, pari al 2,23%. Il calo interessa tutte le province e fotografa una tendenza ormai strutturale.
    Chieti registra la perdita più consistente, con 1.300 studenti in meno, passando da 45.348 a 44.048. Pescara perde 1.268 alunni, scendendo da 42.064 a 40.796.
    Teramo registra una flessione di 720 studenti, da 37.009 a 36.289, mentre L’Aquila perde 239 alunni, passando da 34.011 a 33.772. Numeri che non sono soltanto statistiche, ma possono tradursi in conseguenze concrete sull’organizzazione della rete scolastica.
    Il calo degli iscritti può infatti portare alla riduzione delle classi, all’accorpamento dei plessi e, nei centri più piccoli, alla difficoltà di mantenere aperte alcune scuole. E quando una scuola chiude o viene ridimensionata, a risentirne non sono soltanto studenti e famiglie, ma l’intera comunità. La presenza di un istituto scolastico rappresenta infatti un presidio sociale, soprattutto nei paesi delle aree interne, dove già si registra una progressiva perdita di popolazione.
    Meno studenti significa inoltre una domanda più bassa di servizi collegati alla scuola, dal trasporto scolastico alla mensa, fino alle attività educative e sportive.
    Il rischio è quello di alimentare un circolo vizioso: meno bambini, meno servizi, maggiore difficoltà per le famiglie e ulteriore spinta verso il trasferimento nei centri più grandi. Chieti e Pescara, da sole, concentrano 2.568 dei 3.527 studenti persi dalla regione in un solo anno.
    E il fenomeno arriva dopo una precedente contrazione: già nel 2025 l’Abruzzo aveva perso circa 2.400 alunni. In appena due anni la diminuzione sfiora quindi quota 6.000 studenti. Numeri destinati a riproporsi negli anni futuri se il calo delle nascite non verrà invertito. La scuola diventa così uno dei primi luoghi nei quali si manifesta concretamente la trasformazione demografica dell’Abruzzo. Una questione che non riguarda soltanto l’istruzione, ma il futuro dei territori, la sopravvivenza dei piccoli centri e la capacità di garantire servizi essenziali alle comunità.

  • Scuola e aule informatiche, l’Abruzzo resta indietro: i numeri del Teramano

    Scuola e aule informatiche, l’Abruzzo resta indietro: i numeri del Teramano

    Lunedì riapriranno le scuole e molte di esse si trovano ancora a fare i conti con ritardi e carenze. Sul fronte delle dotazioni digitali, ad esempio, secondo una ricerca di Openpolis, il quadro che emerge è quello di una Italia divisa a metà. Per l’Abruzzo, poi, i numeri parlano di una situazione poco positiva. La nostra regione è quartultima per le dotazioni di aule informatiche. Solo nel 24% degli edifici scolastici c’è un’aula fornita di computer a disposizione degli studenti.   Va ricordato, comunque, che i dati pubblicati sul portale open data del Ministero dell’Istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti a uso scolastico.
    In media, in Italia la presenza di almeno un’aula informatica è dichiarata per il 35,7% degli edifici scolastici da Comuni e Province. Un dato che va letto considerando le lacune nella rilevazione: per il 35,4% degli edifici l’informazione non è disponibile, mentre nel 28,9% viene dichiarata l’assenza di aule informatiche. Il divario territoriale è evidente, con alcune regioni come Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta che superano il 50% di edifici dotati di spazi informatici.
    L’Abruzzo si ferma invece al 24%, collocandosi tra le regioni con le percentuali più basse. Sul dato regionale pesa però soprattutto l’elevata quota di informazioni mancanti: il 52% degli edifici scolastici abruzzesi non presenta infatti il dato disponibile. Scendendo a livello locale, emergono differenze significative anche tra i principali Comuni della provincia di Teramo. Ad Atri risultano 7 aule informatiche dichiarate su 14 edifici scolastici, pari al 50%. A Pineto, invece, non risulta dichiarata alcuna aula informatica sui 9 edifici censiti: 0%. A Silvi il dato è di 1 aula su 11 edifici, pari al 9,1%. A Teramo risultano invece 11 aule informatiche su 44 edifici scolastici, pari al 25%.
    Numeri che mostrano una situazione molto differenziata e una dotazione tecnologica ancora lontana dall’essere uniforme. Il dato di Atri si colloca nettamente sopra la media abruzzese, mentre Teramo è sostanzialmente in linea con il dato regionale. Più distante Silvi, mentre il dato dichiarato per Pineto evidenzia l’assenza di aule informatiche nei nove edifici considerati. Va comunque ricordato che il confronto è condizionato dalla disponibilità e dalla completezza delle informazioni trasmesse dagli enti proprietari o gestori. La digitalizzazione della scuola passa infatti non soltanto dalle infrastrutture, ma anche dalla possibilità di garantire agli studenti pari opportunità di accesso agli strumenti tecnologici. E i numeri raccontano un territorio dove il divario digitale tra scuole resta ancora una questione aperta.

    NB – Fonte dei dati Openpolis

  • INCENDI BOSCHIVI, PEPE: «IN ABRUZZO SERVE UNA SERIA POLITICA DI PREVENZIONE»

    INCENDI BOSCHIVI, PEPE: «IN ABRUZZO SERVE UNA SERIA POLITICA DI PREVENZIONE»

    «Quando si parla di incendi boschivi occorre essere umili, non cantare vittoria e riflettere sugli errori che sicuramente si commettono, per cercare di evitarli in futuro». A parlare è Dino Pepe, già assessore regionale con delega anche al patrimonio forestale, che interviene sull’emergenza incendi in Abruzzo. «L’incendio del Morrone, che è ripartito con violenza in questi ultimi giorni, dovrebbe fungere da insegnamento e monito». Secondo Pepe, le responsabilità non possono essere ricondotte soltanto alla soppressione del Corpo forestale dello Stato. «È solo un alibi per nascondere sette anni di assoluta mancanza di una seria politica forestale», sostiene l’ex assessore. Nel mirino finiscono soprattutto le strategie di prevenzione e la gestione del patrimonio boschivo regionale. «Per gli interventi antincendio si prosegue con la tradizionale attività basata su burocratiche (e onerose) convenzioni», osserva Pepe.
    Una modalità che, a suo giudizio, non sarebbe più adeguata alle mutate condizioni climatiche e alla maggiore potenza degli incendi. Tra le criticità indicate anche la carenza di manutenzione dei boschi, di risorse e di imprese boschive qualificate. Per questo, «la Regione, tramite la neonata Agenzia regionale di protezione civile, dovrebbe attivare non solo misure di coinvolgimento degli organi preposti all’emergenza, ma anche un controllo reale del territorio». L’obiettivo sarebbe programmare interventi di pulizia, sfoltimento e realizzazione di fasce antincendio, coinvolgendo Comuni e aziende boschive.
    Pepe punta il dito anche sulle risorse destinate alla prevenzione: «Sono state ridotte al lumicino, pari a soli 4 milioni di euro». Una cifra che, secondo l’ex assessore, consentirebbe di finanziare soltanto 20 interventi nell’intero periodo di programmazione.
    «Nel prossimo CSR va fatto un ragionamento adeguato al nuovo livello di rischio incendi in Abruzzo, così da prevedere misure e risorse sufficienti». Altra criticità è la «chiusura quasi totale dei vivai forestali», ritenuti fondamentali per la riproduzione e il reimpianto delle piante. Infine, Pepe chiede di investire nella nascita di aziende boschive, soprattutto coinvolgendo i giovani, e nello sviluppo della filiera forestale.«Questo renderebbe produttiva l’attività di manutenzione e gestione del patrimonio boschivo», afferma, con benefici anche sul fronte del dissesto idrogeologico. «Ma, soprattutto, di difesa del territorio dagli incendi», conclude l’ex assessore regionale Dino Pepe.

  • Giunta regionale: via libera a variazione di Bilancio per più di 41 milioni di euro

    Giunta regionale: via libera a variazione di Bilancio per più di 41 milioni di euro

    Nuovi investimenti e più risorse per la sanità pubblica e lo sviluppo del territorio abruzzese. È quanto prevede la variazione al bilancio di previsione 2026-2028 approvata oggi dalla Giunta regionale. La seduta straordinaria è stata presieduta dal presidente della Regione, Marco Marsilio. La manovra finanziaria, proposta dall’assessore al Bilancio Mario Quaglieri, è solida e in equilibrio. Complessivamente, vengono sbloccati oltre 41 milioni di euro di nuove risorse per il solo 2026. Al Servizio Sanitario Regionale sono destinati oltre 6,5 milioni di euro aggiuntivi. Le risorse serviranno a potenziare i servizi e migliorare la cura e l’assistenza ai cittadini. La quota più consistente, oltre 31,7 milioni di euro, finanzierà la politica unitaria di sviluppo. I fondi consentiranno di accelerare opere pubbliche, progetti strategici e interventi sul territorio.

    Previsti inoltre oltre 1,4 milioni di euro per il turismo e la promozione del territorio. Le risorse saranno utilizzate per valorizzare le bellezze abruzzesi e rafforzare l’attrattività turistica. Per Protezione civile e Sicurezza sono stati stanziati oltre 500 mila euro. L’obiettivo è potenziare la prevenzione e la capacità di pronto intervento nelle emergenze. Al Sociale e alla Disabilità vengono destinati circa 375 mila euro per inclusione e assistenza. La manovra prevede inoltre finanziamenti mirati a sostegno del comparto agricolo. Risorse sono previste anche per la manutenzione della viabilità stradale regionale. Completano gli interventi i fondi destinati alla promozione delle attività sportive giovanili. La variazione rafforza così investimenti, servizi pubblici e politiche di sviluppo per l’Abruzzo.