Il diritto alla salute rischia di diventare sempre più difficile da garantire, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione. A lanciare l’allarme è il consigliere regionale Dino Pepe, che richiama l’attenzione sulle difficoltà di accesso alle cure in Abruzzo e nel resto d’Italia.
Secondo i dati citati da Pepe, oltre 6 milioni di italiani rinuncerebbero oggi a cure, controlli e terapie, mentre in Abruzzo sarebbero oltre 160mila le persone coinvolte.
Nel 2024, secondo il consigliere, la quota regionale avrebbe raggiunto il 12,6% della popolazione.
A pesare, nella sua analisi, sarebbero soprattutto le liste d’attesa e le difficoltà strutturali del Servizio sanitario nazionale. Pepe contesta inoltre l’impatto economico delle nuove disposizioni relative al Nomenclatore delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e protesica. Il nuovo sistema tariffario nazionale è stato definito con decreto del Ministero della Salute del 25 novembre 2024.
Il consigliere sostiene che l’aumento dei costi di alcune prestazioni rischi di gravare ulteriormente sulle famiglie. «È del tutto inaccettabile che si scarichi il peso dei bilanci pubblici sulle spalle di chi già stenta ad accedere ai servizi essenziali», dichiara Pepe. Nel mirino finiscono anche le liste d’attesa, per le quali il consigliere chiede un piano straordinario di intervento. Pepe sollecita il Governo e il Ministero della Salute a rivedere quelli che definisce «rincari insostenibili». La richiesta è accompagnata dall’invito a rafforzare gli investimenti nella sanità territoriale e nei servizi di prevenzione. L’obiettivo indicato dal consigliere è garantire l’accesso alle cure in modo uniforme e senza che le condizioni economiche diventino un ostacolo. La questione delle tariffe si inserisce nel più ampio processo di aggiornamento dei nomenclatori e delle prestazioni del Servizio sanitario nazionale. Per Pepe, quindi, la priorità resta quella di riportare il diritto alla salute al centro delle politiche sanitarie nazionali e regionali.










