Far luce sullo sfruttamento del lavoro stagionale e dare voce a chi vive condizioni di precarietà: è questo l’obiettivo della campagna “I diritti non vanno in vacanza”. L’iniziativa dell’Unione Giovani di Sinistra Abruzzo si svolgerà venerdì 21 agosto con quattro appuntamenti sul territorio regionale. La mobilitazione toccherà Pescara, Vasto, L’Aquila e, soprattutto, Pineto, dove l’appuntamento è fissato alla stazione alle ore 10.30. I giovani dell’UGS saranno presenti con banchetti e interviste per raccogliere le testimonianze di chi lavora durante la stagione estiva.
Al centro dell’iniziativa ci sono le condizioni dei lavoratori stagionali, spesso alle prese con salari bassi, orari eccessivi e scarse tutele. Secondo l’UGS, la precarietà riguarda soprattutto i giovani impiegati nelle attività turistiche, nei ristoranti e negli stabilimenti balneari. “Non accettiamo più che la stagionalità sia una scusa per pagarci meno e proteggerci meno”, sottolinea il coordinatore regionale Alex Giaccio. L’organizzazione denuncia inoltre contratti privi di indicazioni chiare su salario e tipologia, oltre a tirocini utilizzati impropriamente. La campagna si collega a un dossier sul lavoro stagionale realizzato dall’UGS insieme a Sinistra Italiana-AVS Abruzzo. L’obiettivo è confrontare i dati raccolti con le esperienze dirette di chi sta lavorando in questi mesi.
L’UGS ricorda inoltre che dal 7 giugno è in vigore il decreto sulla trasparenza salariale, che impone di indicare la retribuzione negli annunci di lavoro. I giovani chiedono alla Regione l’apertura di un tavolo permanente con sindacati e categorie datoriali. Vengono sollecitati anche controlli mirati per contrastare eventuali irregolarità nei tirocini. La mobilitazione partirà alle 10.30 in tutte le quattro città, con Pineto tra i punti centrali dell’iniziativa sulla costa teramana. Il messaggio dell’UGS è netto: non mancano i giovani disposti a lavorare, ma servono salari dignitosi, contratti regolari e diritti garantiti.
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“I diritti non vanno in vacanza”: l’UGS fa tappa a Pineto
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Presunto disavanzo Asl Teramo, la UGL Salute Abruzzo chiede trasparenza alla Regione
La UGL Salute Abruzzo chiede chiarimenti sulla situazione economico-finanziaria della Asl di Teramo dopo le notizie contenute, secondo il sindacato, in un documento aziendale che evidenzierebbe un disavanzo già nel secondo trimestre del 2026.
In una nota firmata dal segretario regionale Stefano Matteucci, l’organizzazione sindacale invita la Direzione della Asl e l’Assessorato regionale alla Sanità a fornire un quadro dettagliato dei conti dell’azienda, chiedendo di chiarire le cause della perdita e le misure che si intendono adottare per affrontare la situazione.
Tra i quesiti posti dalla UGL c’è quello relativo alle ragioni del presunto squilibrio economico. Il sindacato osserva inoltre che gli interventi di riorganizzazione della rete territoriale sono finanziati in larga parte con fondi del PNRR e ritiene quindi che non possano spiegare eventuali criticità della gestione corrente.
La sigla sindacale chiede anche di conoscere quando la situazione sarebbe emersa e perché, qualora fosse già nota, non sarebbe stata resa pubblica in precedenza.
Secondo Matteucci, «i lavoratori della sanità e i cittadini hanno il diritto di conoscere la reale situazione dei conti dell’azienda e le iniziative che saranno adottate», sottolineando che eventuali interventi non dovranno tradursi in una riduzione dei servizi o in ricadute sul personale.
La UGL Salute conclude chiedendo alla Direzione della Asl di Teramo e all’Assessorato regionale una ricostruzione documentata dello stato dei conti, delle cause del presunto disavanzo, delle eventuali responsabilità gestionali e delle azioni previste per garantire la continuità dei servizi sanitari.
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ASL Teramo, UGL Salute: "Premialità ancora in calo, la delibera conferma le criticità denunciate"
La delibera della ASL di Teramo relativa alla liquidazione della premialità 2025 riaccende il confronto tra organizzazioni sindacali e azienda sanitaria sulla distribuzione delle risorse destinate al personale del comparto.
UGL Salute Abruzzo sostiene che il provvedimento confermi le criticità denunciate nei mesi scorsi, evidenziando una nuova riduzione delle somme destinate alla premialità dei dipendenti. Secondo il sindacato, neppure il recupero delle risorse residue riferite al 2024 sarebbe stato sufficiente a evitare un calo degli importi.
L’organizzazione sindacale richiama inoltre la questione delle progressioni economiche differenziali (DEP), affermando che le risorse stanziate dalla delibera sarebbero inferiori rispetto a quelle annunciate durante la contrattazione aziendale. Un aspetto sul quale UGL chiede chiarimenti, ritenendo che i dati contenuti negli atti ufficiali non coincidano con quanto prospettato ai lavoratori.
Nel documento il sindacato torna anche sul tema degli incarichi e degli effetti del cosiddetto Decreto Calabria, sostenendo che la riduzione delle risorse non possa essere attribuita esclusivamente ai vincoli normativi e che le scelte organizzative abbiano inciso sulla disponibilità economica destinata al personale.
«I numeri ufficiali confermano che le preoccupazioni espresse da UGL Salute Abruzzo erano fondate», afferma il segretario regionale Stefano Matteucci, secondo il quale la diminuzione della premialità continua a gravare sui dipendenti nonostante il raggiungimento degli obiettivi assegnati alla direzione aziendale.
UGL Salute Abruzzo annuncia che continuerà a monitorare l’utilizzo delle risorse contrattuali, chiedendo maggiore trasparenza nella gestione dei fondi e una valorizzazione economica del personale, impegnato quotidianamente a garantire i servizi sanitari.
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ASP 1 Teramo, passi avanti sulla vertenza: sbloccati 420 mila euro. UGL: «Ora completare i pagamenti»
Si registrano nuovi sviluppi nella vertenza che interessa l’ASP 1 di Teramo e i lavoratori delle cooperative impegnate nei servizi assistenziali.
Nel corso dell’incontro svoltosi nel pomeriggio alla Casa di Riposo De Benedictis, alla presenza dell’assessore regionale Roberto Santangelo, del capo di Gabinetto della Regione Abruzzo Stefano Cianciotta, del commissario dell’ASP 1 Antonio Canzio, delle organizzazioni sindacali e dei dipendenti, è stato annunciato il perfezionamento della cessione dei crediti nei confronti delle cooperative Assistenza 2000 e Sanitalia.
L’operazione, per un valore complessivo di circa 420 mila euro, consentirà il pagamento della mensilità di maggio. Per i lavoratori di Assistenza 2000 gli stipendi risultano già anticipati, mentre ai dipendenti di Sanitalia dovrà essere corrisposto il restante 50% della retribuzione.
Nel corso della riunione, l’assessore Santangelo ha inoltre ricordato che la cessione dei crediti ha riguardato anche altri 16 fornitori, per un importo complessivo di circa un milione di euro, confermando quanto già emerso nell’incontro della scorsa settimana in Prefettura.
Soddisfazione è stata espressa da UGL Salute Abruzzo.
«Si tratta di un passo concreto verso la stabilizzazione della vicenda – afferma il segretario regionale Stefano Matteucci – che conferma il percorso intrapreso dalla Regione e dal commissario Canzio. Adesso è però indispensabile completare il pagamento delle somme ancora dovute ai lavoratori, comprese parte della mensilità di maggio, lo stipendio di giugno e la quattordicesima».
Il sindacato richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di garantire la continuità dei servizi nelle strutture che ospitano circa 350 anziani e invita tutte le parti a mantenere un clima di responsabilità, evitando la diffusione di informazioni parziali o strumentali che potrebbero alimentare tensioni tra lavoratori, ospiti e familiari.
UGL Salute Abruzzo assicura che continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione, chiedendo il rispetto degli impegni assunti e ribadendo la disponibilità a collaborare con le istituzioni per arrivare, in tempi rapidi, a una soluzione definitiva che garantisca stabilità occupazionale, regolarità nei pagamenti e continuità dell’assistenza.
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La grande distribuzione avanza, i piccoli negozi rischiano di sparire: parte la mobilitazione
PINETO – La desertificazione commerciale avanza e i piccoli negozi rischiano di scomparire. È l’allarme lanciato da Confesercenti nazionale e ripreso da quella di Pineto, che ha promosso una petizione nazionale per chiedere una legge quadro capace di riequilibrare il rapporto tra la piccola distribuzione e i colossi della grande distribuzione organizzata.
L’obiettivo è riportare il commercio di vicinato al centro delle politiche territoriali, in un momento in cui sempre più attività faticano a sopravvivere tra costi elevati, concorrenza e calo dei consumi.
La proposta si articola in quattro punti fondamentali. Si chiede innanzitutto una strategia nazionale contro la desertificazione commerciale, valorizzando le esperienze virtuose già presenti sul territorio. Tra le richieste figurano anche misure fiscali a sostegno delle piccole imprese e incentivi per favorire l’apertura di nuove attività di prossimità.
Confesercenti invoca inoltre condizioni più eque rispetto alla grande distribuzione, con strumenti compensativi sul piano fiscale, oltre all’istituzione di un fondo dedicato e di un osservatorio nazionale in grado di raccogliere dati e avanzare proposte ai tavoli decisionali.
«Una serranda alzata è una strada viva, relazioni tra persone, incontri e un punto di riferimento importante», sottolinea il presidente dei commercianti pinetesi, Biagio Iezzi. «Negozi aperti significano anche strade più presidiate, lavoro e qualità della vita per tutti».
Per l’associazione, senza interventi concreti il rischio è quello di assistere alla progressiva chiusura delle attività di vicinato, con conseguenze che andrebbero ben oltre il commercio, incidendo sulla sicurezza, sulla socialità e sull’identità stessa dei centri cittadini.

la locandina della petizione -

Teramo vuole la Capitale del Libro, ma la biblioteca resta un romanzo incompiuto
TERAMO – Candidarsi a Capitale italiana del Libro senza una biblioteca pienamente operativa è un po’ come concorrere a “Città della Musica” con la banda in ferie. È il paradosso che la CGIL Teramo mette nero su bianco, con una buona dose di amarezza, nel comunicato firmato dal segretario Pancrazio Cordone.
Il sindacato ricorda che l’accordo di valorizzazione della Biblioteca Delfico è scaduto il 31 maggio e che, dal primo giugno, i lavoratori impiegati nel servizio sono rimasti senza contratto, salvo poi essere richiamati con incarichi ridotti a sole nove ore settimanali ciascuno.
La conseguenza? Buste paga che, secondo la CGIL, oscillano tra i 75 e i 90 euro a giugno e potrebbero arrivare appena a 150-180 euro nel mese di luglio. Altro che salario minimo.
Nel frattempo, osserva il sindacato, la Biblioteca Delfico ha ridotto orari di apertura e servizi proprio mentre il Comune presenta la candidatura di “Teramo e le sue valli” a Capitale del Libro.
“La Biblioteca Delfico rimanga il cuore pulsante della vita culturale della città di Teramo”, chiede la CGIL, che da settimane sollecita il rinnovo dell’accordo e contratti adeguati per il personale specializzato.
Non manca una stoccata all’amministrazione comunale: “Siamo ancora allo stiamo procedendo“, denuncia Cordone, mentre i dipendenti attendono risposte concrete.
E il finale è quello che colpisce di più: “Se oggi Teramo e le sue valli hanno l’ambizione di concorrere a Capitale del Libro è grazie anche al lavoro che in questo anno hanno svolto queste lavoratrici e lavoratori”. Per poi aggiungere, con evidente sarcasmo, che il Comune sarebbe pronto a salutarli con il più classico: “Siamo quasi al traguardo e c’è chi non serve più”.
Per conoscere tutti i dettagli della vicenda, la CGIL ha convocato una conferenza stampa per giovedì 23 luglio alle 9.30 nella sede di viale Crispi. Perché, a quanto pare, prima di scrivere un nuovo capitolo, bisognerebbe assicurarsi che la biblioteca resti aperta.
NB – L’immagine di copertina è stata creata dall’IA