A Pineto c’è un cartello che, più che indicare l’inizio di una ristrutturazione (27/12/2025 – fine lavori 31/12/2027), sembra ormai essere diventato parte integrante dell’arredo urbano. È quello del Garden, che da quasi un anno annuncia lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza. La domanda, a questo punto, sorge spontanea: ma il Garden verrà davvero ristrutturato oppure il cartello resterà lì abbastanza a lungo da diventare esso stesso un monumento?
La questione, inutile dirlo, circola da tempo tra i cittadini. C’è chi spera di vedere finalmente rinascere quella struttura e chi, con un pizzico di ironia, comincia probabilmente a chiedersi se nel frattempo non sia il caso di organizzare una visita guidata al “Garden com’era e come non è più”. Tra le ipotesi c’è anche quella, certamente suggestiva, di un gesto elegante e significativo da parte del proprietario: donare la struttura al Comune affinché possa diventare un centro culturale. Un’idea che trasformerebbe un problema in un’opportunità, restituendo alla città uno spazio oggi inutilizzato.
Il nodo, però, sembra essere tutt’altro che semplice. Si parla di un contenzioso legato alla possibilità di demolire la struttura: da una parte il proprietario, dall’altra la necessità di conservare l’aspetto esterno dell’edificio, mentre per gli interni ci sarebbe maggiore libertà di intervento. Sarà davvero questo il motivo dello stallo? Oppure la storia è più complicata di quanto sembri?
Una cosa, però, è certa: sono ormai quasi 27 anni dalla chiusura del Garden e, nel frattempo, la struttura è rimasta lì, anno dopo anno, con una manutenzione evidentemente insufficiente. Tanto che si è arrivati alla necessità di installare reti di contenimento per evitare che parti della facciata potessero cadere. E bisogna anche comprendere le ragioni di chi dovrebbe investire. Dopo quasi tre decenni di abbandono, ristrutturare oggi avrebbe inevitabilmente costi importanti. E poi, la domanda delle domande: cosa farne? Un albergo a cinque stelle? E quanti sarebbero disposti a pagare cifre da cinque stelle per soggiornare a Pineto? Appartamenti? E a quale prezzo potrebbero essere venduti?
Insomma, la matassa è bella ingarbugliata. Ma proprio per questo, forse, sarebbe arrivato il momento di trovare una soluzione concreta, mettendo chi vuole investire nelle condizioni di realizzare un intervento fattibile, sostenibile e, perché no, anche economicamente remunerativo. Il Garden, con la sua struttura particolare, avrebbe potuto diventare anche un centro congressi o uno spazio culturale. Invece continua a guardare Pineto da una posizione privilegiata, mentre il tempo passa e il degrado avanza.
E così resta il paradosso: un cartello che annuncia lavori da quasi un anno e una struttura che aspetta da quasi 27 anni di conoscere il proprio futuro. A questo punto, forse, sarebbe interessante sapere quale dei due avrà la meglio: la ristrutturazione o la pazienza dei cittadini.














