Ultimi appuntamenti estivi con i tour alla scoperta del patrimonio storico e culturale di Atri. Venerdì 11 settembre, alle 17.30, è in programma Atri Sotterranea, un suggestivo itinerario al tramonto tra cisterne, cunicoli e ambienti ipogei. Un percorso con casco e luci per conoscere la storia più nascosta e affascinante della città. Il costo è di 30 euro per gli adulti, mentre i bambini da 0 a 5 anni partecipano gratuitamente e quelli da 6 a 13 anni pagano 10 euro. Sabato 12 settembre, alle 16, sarà invece la volta di Atri Dimora Aperta. Un’occasione speciale per entrare in palazzi storici, dimore, cortili e giardini privati eccezionalmente aperti al pubblico. Il tour si concluderà con un aperitivo a base di prodotti tipici nei suggestivi Fondaci Italiani. La quota è di 25 euro per gli adulti, 7 euro per i bambini dai 6 ai 13 anni e gratuita per i più piccoli fino a 5 anni.
Per partecipare è necessaria la prenotazione attraverso il sito cultourabruzzo.it.
Per informazioni è possibile contattare il numero 351 6620872.
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Atri, ultimi tour estivi tra sotterranei e dimore storiche
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Turismo, tre realtà e un abisso: Atri ha 325 posti letto, Silvi 5.506
La stagione turistica è ormai alle battute finali e, come ogni anno, arriva il momento dei bilanci. Si parla di presenze, di destagionalizzazione e della necessità di allungare il periodo di permanenza dei visitatori. Ma prima ancora dei numeri delle presenze c’è un altro dato che racconta bene la forza turistica di un territorio: la capacità di accogliere.
Nel triangolo Atri, Pineto e Silvi emergono tre realtà profondamente differenti, quasi tre modi diversi di intendere il turismo. I numeri dell’offerta ricettiva fotografano infatti una distanza significativa, soprattutto tra le due località costiere e la città ducale.
Silvi dispone di 118 strutture ricettive, con 5.506 posti letto e 1.489 camere. Il rapporto è di 35,6 posti letto ogni 100 abitanti, uno dei segnali più evidenti della forte vocazione turistica della cittadina. Anche sul fronte della qualità l’offerta appare articolata: sono presenti una struttura a cinque stelle, 5 a quattro stelle e 13 a tre stelle.
Pineto presenta invece il maggior numero di strutture, ben 159, ma una capacità ricettiva complessiva leggermente inferiore: 4.811 posti letto e 861 camere. Il rapporto è di 32,6 posti letto ogni 100 abitanti, comunque un dato significativo. Sul piano alberghiero si contano 2 strutture a quattro stelle e 21 a tre stelle, mentre non risultano hotel a cinque stelle.
La distanza diventa invece molto più evidente quando entra in campo Atri. La città ducale conta appena 25 strutture ricettive, per complessivi 325 posti letto e soltanto 51 camere. Il rapporto scende a 3,3 posti letto ogni 100 abitanti, un valore che restituisce immediatamente la dimensione più contenuta della sua offerta turistica. Sul fronte alberghiero è presente una sola struttura a tre stelle.
Il confronto non lascia quindi molto spazio ai dubbi: Silvi è il vaso di ferro, con la maggiore capacità di accoglienza e una presenza alberghiera più qualificata; Pineto si distingue per una rete più numerosa e diversificata di strutture; Atri rimane invece il vaso di coccio, almeno dal punto di vista della capacità ricettiva.
La differenza è in buona parte spiegata dalla vocazione balneare di Silvi e Pineto, che possono contare su una domanda turistica estiva consolidata e su una ricettività costruita negli anni attorno al prodotto mare.
Atri gioca un’altra partita. La città non può competere con le località costiere sul terreno dei grandi numeri, ma può puntare su un turismo culturale, storico, naturalistico ed esperienziale. Il problema, semmai, è trasformare queste potenzialità in permanenze più lunghe e in una maggiore capacità di accoglienza.
Ed è proprio qui che il confronto può diventare un’opportunità. Mare, collina, natura, borghi, storia e cultura sono elementi che, messi in rete, potrebbero costruire un’offerta territoriale molto più forte di quella delle singole località.
Silvi porta in dote la capacità ricettiva, Pineto una rete ampia di strutture e un patrimonio naturalistico di grande valore, Atri il centro storico, la cultura e una forte identità territoriale. Tre vocazioni diverse, dunque, che invece di essere considerate concorrenti potrebbero diventare complementari.
I numeri raccontano oggi una distanza netta, soprattutto nei posti letto. Ma proprio questa differenza potrebbe rappresentare il punto di partenza per una strategia comune: non tre destinazioni separate, ma un unico territorio capace di offrire al turista mare, natura e cultura.
La vera sfida, per i prossimi anni, sarà quindi capire se il “triangolo” riuscirà a trasformare le proprie differenze in un vantaggio competitivo. Perché il turismo, oltre alle presenze, si misura anche nella capacità di far restare i visitatori più a lungo e di convincerli a tornare.
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Valle delle Abbazie: firmata la convenzione, al via 2,5 milioni di investimenti
Entra nel vivo la “Valle delle Abbazie”: siglata dal partenariato pubblico-privato la convenzione che trasforma l’itinerario turistico-culturale da progetto a realtà operativa. I Comuni di Castel Castagna, Isola del Gran Sasso e Penna Sant’Andrea, insieme all’associazione ITACA ETS (capofila dei privati), hanno avviato la gestione pratica delle risorse da 2,5 milioni di euro previste dal Piano Nazionale Complementare al PNRR per le aree del sisma. Gli investimenti, diretti dalla Provincia di Teramo e da completare entro il 31 dicembre 2026, puntano a unire costa, collina e montagna in una rete integrata di servizi per l’accoglienza e lo sviluppo economico.
La prima linea d’azione riguarda l’apertura di tre infopoint strategici situati presso il Santuario di San Gabriele a Isola, l’Abbazia di Santa Maria di Ronzano a Castel Castagna e a Val Vomano. Oltre alle informazioni turistiche, questi spazi offriranno servizi di mobilità dolce, come il noleggio di bike e minivan, e la vendita di prodotti tipici, restando attivi per almeno cinque anni. Parallelamente, il progetto prevede la valorizzazione e manutenzione di oltre 30 chilometri di sentieri collinari e montani, che arricchiranno il Cammino della Valle delle Abbazie con nuova segnaletica e aree di sosta.
Accanto alla promozione del patrimonio naturale e culturale, nasce uno sportello gratuito rivolto a imprese e aspiranti imprenditori per favorire la creazione di nuova occupazione locale. Tra le opere pubbliche collegate figurano una pista ciclopedonale di sei chilometri tra le abbazie, il restauro di spazi aggregativi e il potenziamento della Riserva di Castel Cerreto. La governance del piano sarà affidata a un Tavolo di coordinamento locale per monitorare gli interventi. Entusiasti i sindaci coinvolti e il presidente di ITACA ETS, Mauro Vanni, che sottolineano l’importanza di un’infrastruttura capace di produrre valore duraturo nel tempo per le comunità. -

“Una canzone per Pineto”, la città diventa musica
Pineto si prepara a raccontarsi in musica con un concorso originale dedicato alla città e al suo territorio. L’iniziativa, dal titolo “Una canzone per Pineto”, è promossa dall’Associazione Commercianti e Artigiani guidata da Biagio Iezzi, con il supporto del Comune. L’idea nasce per trasformare in musica l’affetto di residenti e turisti verso la cittadina. I partecipanti potranno scegliere liberamente il genere musicale con cui raccontare Pineto, le sue bellezze e le emozioni legate al territorio. Un modo leggero e creativo per promuovere l’immagine della città anche oltre i suoi confini. La partecipazione sarà gratuita e riservata a gruppi composti da un massimo di due elementi. In palio ci sono premi particolarmente interessanti per i concorrenti. Al primo classificato andranno 1.500 euro e la possibilità di realizzare un videoclip ufficiale dedicato alla promozione di Pineto. La finale del concorso è prevista a fine dicembre al Teatro Comunale. L’iniziativa punta così a coinvolgere musicisti e appassionati in una sfida all’insegna della creatività. Per Pineto sarà anche un’occasione per mettere in luce, attraverso la musica, il rapporto speciale che tanti visitatori hanno con la città. Un piccolo esperimento destinato a trasformare parole, ricordi e suggestioni in una vera e propria colonna sonora dedicata a Pineto.
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Pineto, dal 1968 una promessa d’estate: due sorelle napoletane tornano ancora nel loro “luogo del cuore”
Quasi sessant’anni di ritorni, ricordi e affetti: per Laura e Mariangela Passante Pineto non è più soltanto una meta di vacanza, ma una parte della loro storia. Le due sorelle napoletane arrivarono per la prima volta nel 1968, bambine, insieme ai genitori e ad alcuni amici. Da allora hanno continuato a tornare, d’estate ma anche a Natale e Pasqua, scegliendo ancora oggi la città e la sua pineta. Questa mattina sono state ricevute in Municipio, dove hanno ricevuto due pergamene per il lungo legame con Pineto. Negli anni hanno cambiato alberghi e appartamenti, ma sono rimasti impressi i luoghi della memoria, dal Lido Miramare a “I Due Fratelli”. Il rapporto con la città, però, è andato ben oltre la villeggiatura, soprattutto per Laura.
Nel 2001 si è laureata in Restauro Architettonico dedicando la tesi a Villa Filiani, frutto di anni di ricerche e testimonianze raccolte anche a Pineto. Gli studi l’hanno portata a collaborare con l’architetto Menotti Pergoli e con Ernesto Iezzi, fino alla pubblicazione, nel 2010, del volume “Pineto. Percorso storico e naturalistico”. Anche Mariangela, oggi insegnante di Storia dell’Arte, ha mantenuto vivo il suo rapporto con la città e con il suo patrimonio culturale. Dal 2009 anche il marito di Laura, il Maestro Francesco Patalano, frequenta Pineto e ha partecipato con lei a diverse iniziative culturali. Un legame che continua ancora oggi e che potrebbe presto trasformarsi in una nuova iniziativa. Laura ha infatti manifestato l’interesse a realizzare una mostra dedicata ai suoi disegni e agli studi su Villa Filiani. Sarebbe un nuovo capitolo di una storia cominciata nel 1968 e cresciuta insieme alla città. Una storia fatta di ritorni e memorie, capace di raccontare Pineto attraverso gli occhi di chi l’ha scelta per quasi sei decenni. Perché ci sono vacanze che finiscono, e altre che, invece, diventano per sempre casa. -

Erosione a Pineta Catucci, il Comune replica: «L’iter è in mano alla Regione»
Il problema resta, l’erosione avanza, ma sul progetto per difendere la costa il Comune di Pineto mette i puntini sulle “i”. L’amministrazione replica ai comitati di Villa Ardente, Via Liguria e Adico e chiarisce che, da anni, la competenza sull’intervento è passata alla Regione Abruzzo. Il progetto iniziale prevedeva la realizzazione di scogliere emerse davanti alla Pineta Catucci, ma il ricorso del WWF e la successiva decisione del TAR hanno imposto una revisione dell’opera. La Regione ha quindi rimodulato il progetto e lo ha sottoposto nuovamente al Comitato VIA, che ha espresso un giudizio negativo chiedendo una VINCA di secondo livello.
«Non abbiamo elementi per sapere se la Regione abbia già avviato la procedura – spiegano il sindaco Alberto Dell’Orletta e la vice con delega al Demanio Massimina Erasmi –. È singolare che venga chiesto al Comune lo stato di un iter che non è di sua competenza». L’amministrazione, però, ribadisce la necessità di intervenire, purché senza trasferire il problema su altri tratti di litorale. Le preoccupazioni riguardano anche i possibili effetti sul sottoflutto e sull’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, già evidenziati da AMP e ISPRA. Da qui la proposta di un tavolo con Regione, comitati, enti competenti, tecnici e rappresentanti dell’Area Marina Protetta. Intanto l’erosione continua e il Comune chiede alla Regione di fare chiarezza su tempi, procedure e risorse disponibili. «Siamo pronti a fare la nostra parte – concludono Dell’Orletta ed Erasmi – ma non possiamo rispondere di un iter progettuale che è in capo alla Regione».
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Concessioni balneari, il tema resta aperto anche a Pineto
La questione delle concessioni balneari continua a suscitare discussioni e interrogativi anche a Pineto. A tenere banco è soprattutto l’incertezza sulle future modalità di affidamento delle concessioni.
Secondo Silvia Mazzocchetti del Movimento 5 Stelle, il tema viene affrontato con preoccupazione anche tra i cittadini. «Ormai qualche affidamento da qualche parte lo hanno fatto, vediamo qui da noi cosa succederà», è una delle considerazioni raccolte. Il protrarsi dei tempi decisionali alimenta infatti dubbi tra gli operatori del settore e la comunità. La questione riguarda da vicino il futuro lavorativo di numerosi balneari, chiamati a confrontarsi con possibili cambiamenti.
Sonia Da Fiume pone invece l’accento sulla necessità di valutare anche il rapporto tra costi sostenuti e redditività delle attività. Il dibattito si inserisce così in una discussione più ampia sulla tutela degli operatori e sull’interesse pubblico. Fabrizio Ferretti richiama inoltre l’attenzione sull’andamento della stagione turistica appena trascorsa. Secondo la sua lettura, i dati sull’affluenza dovrebbero rappresentare un elemento di riflessione per le future scelte. Il confronto, tuttavia, resta caratterizzato da posizioni differenti e talvolta molto critiche. A Pineto, come in altre località costiere, il tema delle concessioni assume quindi una particolare rilevanza economica e occupazionale.
Da una parte c’è la richiesta di garantire continuità e tutela a chi lavora nel settore, dall’altra quella di assicurare procedure trasparenti e criteri adeguati. La discussione riguarda anche la qualità dei servizi offerti e il rapporto tra operatori e utenti. In attesa di decisioni più chiare, resta dunque aperto il confronto sul futuro delle concessioni balneari e sulle loro ricadute per Pineto. -

Atri, da città dei servizi a città dell’accoglienza: una promessa ancora da mantenere
«Atri, da città dei servizi a città dell’accoglienza»: era questo lo slogan del Piano Strategico annunciato nel 2010 e arrivato alla sua fase operativa nel 2018, con l’ambizione di accompagnare la città verso una nuova vocazione turistica. Un piano, per altro, che – secondo una vecchia contestazione politica – sarebbe costato centinaia di migliaia di euro; gli atti contabili necessari a verificare e quantificare con precisione la spesa complessiva non risultano però attualmente reperibili nella documentazione online indicizzata. Costi a parte, a distanza di anni, però, i numeri dell’offerta ricettiva raccontano una realtà che alimenta più di qualche interrogativo. Oggi Atri conta 25 strutture ricettive, per complessivi 325 posti letto e 51 camere, con un rapporto di circa 3,3 posti letto ogni 100 abitanti. Numeri che appaiono ridotti se confrontati con quelli dei due principali centri costieri vicini. Silvi può contare infatti su 118 strutture e ben 5.506 posti letto, mentre Pineto dispone di 159 strutture per complessivi 4.811 posti letto.
Il confronto evidenzia una distanza significativa nella capacità di accogliere e soprattutto di trattenere i visitatori sul territorio. Diventa, quindi, naturale sostenere che il passaggio dalla “città dei servizi” alla “città dell’accoglienza” sia rimasto, almeno in parte, più uno slogan che una trasformazione concreta. Atri continua infatti a essere una meta prevalentemente legata al turismo culturale e alle visite di poche ore, con molti visitatori che scelgono la costa per il pernottamento. Anche il progetto dell’Albergo Diffuso, rilanciato nel 2018 per recuperare le abitazioni inutilizzate del centro storico, non ha prodotto finora i risultati attesi. Parallelamente, la città ha progressivamente perso parte di quei servizi che ne avevano caratterizzato storicamente il ruolo nel territorio. Il ridimensionamento del polo sanitario e la perdita o il ridimensionamento di importanti presidi amministrativi hanno inciso sul peso economico e sociale di Atri.
L’idea di compensare questa trasformazione attraverso il turismo, secondo le critiche, non avrebbe ancora prodotto un indotto sufficiente. A risentirne è anche il commercio del centro storico, alle prese con difficoltà che diventano particolarmente evidenti nei mesi invernali. Il problema, quindi, non riguarda soltanto il numero delle strutture ricettive, ma la capacità complessiva di costruire un sistema turistico in grado di generare permanenza e consumi. Pesano anche le carenze infrastrutturali e i collegamenti non sempre agevoli tra la costa, la stazione ferroviaria di Pineto-Atri e il centro storico. Senza una mobilità più efficace, il rischio è quello di rendere Atri difficilmente raggiungibile per chi arriva senza automobile. La vera sfida resta dunque quella di trasformare il patrimonio storico, culturale e ambientale in un’offerta turistica organizzata, moderna e capace di destagionalizzarsi. Il confronto con Silvi e Pineto dimostra quanto sia ancora ampio il divario sul piano dell’ospitalità. La domanda che resta sul tavolo è quindi inevitabile: Atri è davvero diventata una “città dell’accoglienza” oppure deve ancora completare quel percorso immaginato oltre quindici anni fa? -

Quiete o divertimento? A Pineto si accende il dibattito tra i turisti
Fare turismo è da sem pre complesso: una parola semplice da pronunciare, ma difficile da applicare. Da un lato c’è chi cerca il relax assoluto per fuggire dalla frenesia cittadina; dall’altro chi punta al puro divertimento.
A Pineto questo dilemma si è riacceso con forza. Una turista abituale da ben nove anni ha definito il suo ultimo soggiorno “faticoso”: «Schiamazzi notturni e altri problemi non ci hanno permesso di riposare. In una località turistica serve un giusto equilibrio».
Immediata la replica di residenti e operatori locali. Per Roberto Centorame nelle città di mare è normale fare tardi e i ragazzi in strada non possono certo sussurrare. Franca Verrigni è ancora più sintetica: «In villeggiatura le persone vogliono divertirsi».
Più articolata la posizione di Federica Placchetta: «Lasciamo che i giovani si divertano qui finché possono, prima che debbano prendere l’auto per cercare svaghi nei paesi vicini. Magari ci fossero ancora discoteche e lidi aperti la sera come un tempo».
Il compromesso tra quiete e movida divide da sempre i villeggianti. Una cosa è certa: le vacanze sono fatte per essere vissute e non si può pretendere il silenzio assoluto in una cittadina a spiccata vocazione turistica
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Prati di Tivo, via libera alla cabinovia: autorizzazione temporanea pronta per Ferragosto
La seggio-cabinovia dei Prati di Tivo è pronta a tornare in funzione in vista del Ferragosto. Il Dipartimento Infrastrutture e Trasporti della Regione rilascerà domani, venerdì 14 agosto, l’autorizzazione temporanea al pubblico esercizio dell’impianto di proprietà della Provincia. Un provvedimento arrivato in tempi particolarmente rapidi, dopo il completamento delle verifiche tecniche e la trasmissione della documentazione necessaria.
A comunicarlo è l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Umberto D’Annuntiis. «Non appena ricevuta, nella giornata di ieri, la comunicazione del direttore di esercizio, l’ingegner Pignatelli, con cui ha trasmesso il verbale di ispezione annuale del 12 agosto scorso – ha spiegato l’assessore – gli uffici regionali, su mio impulso, hanno istruito nell’arco di una giornata la pratica e si apprestano a rilasciare l’autorizzazione temporanea al funzionamento».
Nel verbale dell’ispezione annuale, il direttore di esercizio ha ritenuto che l’impianto possa essere aperto al pubblico servizio, subordinatamente al rispetto delle norme vigenti. Alla comunicazione è stata allegata la documentazione tecnica necessaria, consentendo agli uffici regionali di procedere rapidamente all’esame della pratica.
L’autorizzazione avrà validità fino al 23 settembre 2026, data di scadenza del certificato rilasciato dal CORENEVA. La cabinovia potrà funzionare con 10 cabine, secondo quanto disposto dal direttore di esercizio sulla base delle verifiche tecniche effettuate dalla ditta produttrice dell’impianto.
D’Annuntiis ha voluto sottolineare anche il lavoro svolto dagli uffici regionali alla vigilia di Ferragosto. «Voglio ringraziare tutto il personale regionale della struttura, diretta dall’ingegner Paolo D’Incecco, che nonostante sia la vigilia di Ferragosto ha verificato la documentazione e istruito il procedimento per il rilascio dell’autorizzazione, dimostrando grande efficienza amministrativa».
La conseguenza più attesa riguarda naturalmente i frequentatori della montagna teramana. «Dalla giornata di Ferragosto – ha confermato l’assessore – la comunità potrà quindi recarsi nella nostra splendida località dei Prati di Tivo potendo usufruire anche della cabinovia per accedere ai sentieri in altitudine».
Il via libera regionale rappresenta però, nelle intenzioni dell’amministrazione, una soluzione temporanea in attesa di arrivare a una sistemazione definitiva della vicenda dell’impianto. «Ci auguriamo che la problematica possa essere risolta definitivamente nel più breve tempo possibile», ha concluso D’Annuntiis, ribadendo che la Regione, ogni volta che è stata chiamata in causa, ha dato «risposte positive» raccogliendo le istanze delle comunità locali.
Per Prati di Tivo si apre così la prospettiva di un Ferragosto con la cabinovia nuovamente disponibile per residenti, turisti ed escursionisti, almeno fino alla scadenza dell’autorizzazione temporanea fissata al 23 settembre.